Strage di Las Vegas, identificata la prima vittima – VIDEO

(Websource/metro.co.uk)

La moglie di una delle 58 vittima della sparatoria di Las Vegas ha ricordato in maniera struggente il marito Sonny Melton, ucciso dal folle Stephen Paddock al ‘Route 91 Harvest Festival’ la scorsa notte. L’uomo lavorava come infermiera presso l’ospedale ‘Henry County Medical Center’ dove sua moglie, Heather Gulish Melton, è impiegata a sua volta come chirurgo ortopedico. La donna ha detto Fox 17 News: “Sono disperata ed ancora non riesco a crederci. Non so cosa dire. Sonny era l’uomo più gentile e amorevole che abbia mai conosciuto. Ha salvato la mia vita dando in cambio la sua”. Thomas Gee, un superiore di Sonny, ha detto:” I pensieri e le preghiere di tutti noi vanno sono alle famiglie di Sonny e Heather. Chiediamo che tutto il personale, gli amici ed i pazienti della coppia rispettino la loro privacy in questo momento e non contattino le famiglie se in mancanza di una buona ragione di farlo”. Sono ancora sconosciute le motivazioni che hanno portato Paddock a compiere questa strage. Tuttavia, le autorità hanno sottolineato di non aver trovato alcuna connessione con l’Isis, nonostante i fondamentalisti islamici abbiano rivendicato l’atto. Donald Trump ha affermato che l’attacco è stato “di un male puro”. Il presidente degli Stati Uniti ha detto in un discorso alla Nazione: “Quest’uomo ha ucciso brutalmente più di 50 persone e ne ha ferito altre centinaia. E’ nuca e cruda malvagità. L’FBI ed il Dipartimento di Sicurezza Nazionale stanno lavorando a stretto contatto con le autorità locali. Voglio ringraziare il dipartimento di polizia Metropolitano di Las Vegas e tutti i primi responsabili per il loro sforzo coraggioso nel tentativo di aiutare a salvare la vita di tanti. Avere trovato il killer così rapidamente dopo che i primi colpi sono stati esplosi è qualcosa di cui saremo sempre grati, perché i morti avrebbero potuti essere anche di più”. Ma purtroppo il bollettino delle vittime è destinato ulteriormente a salire. Tra i presenti c’era anche una nostra connazionale.

S.L.

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