Melegatti rischia il crac, a rischio centinaia di posti di lavoro

Paolo Gentiloni e Matteo Renzi (Websource/archivio)

Rischia di non arrivare a Natale la Melegatti spa. La nota azienda dolciaria con sede a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, sta attraversando un complicatissimo momento dal punto di vista economico e si appresta a chiudere addirittura le sue due sedi, dopo una storia lunga ben 123 anni quindi, da quando il fondatore Domenico Melegatti fondò il marchio che aveva inventato e brevettato il pandoro. I dipendenti dell’azienda veronese, per la maggior parte donne, sono in agitazione e questa mattina hanno inscenato una protesta nello spazio antistante il municipio di San Giovanni Lupatoto. C’è anche stato un incontro tra Attilio Gastaldello, sindaco della località veneta, ed alcuni dirigenti sindacali e componenti della Rsu. Il primo cittadino si è messo a disposizione per cercare di organizzare un incontro con la proprietà. I lavoratori della Melegatti protestano contro il mancato pagamento degli ultimi due stipendi oltre che per le limitate condizioni lavorative in cui si trovano da tempo, visto che gli approvvigionamenti di materia prima per la produzione dei panettoni è calata fortemente.

Situazione critica

Il segretario della Flai-Cgil, Paola Salvi, ha affermato che la Melegatti ha anche fermato ufficialmente i macchinari industriali dello stabilimento di San Martino Buon Albergo, ricoprendoli con dei teli di nylon. In totale tra questo impianto e quello di San Giovanni Lupatoto sono 90 le persone impiegate che rischiano di perdere il lavoro, oltre ad altri circa 200 stagionali. E la fabbrica di San Martino Buon Albergo era stata inaugurata solamente nello scorso febbraio, dopo un investimento di 10 milioni di euro. L’ultimo fatturato della Melegatti si aggira sui 70 milioni di euro. La Salvi fa anche sapere che ieri ci sarebbe dovuto essere un summit per trovare un nuovo socio finanziatore, come annunciato a suo tempo dalla proprietà. Al suo posto sono arrivati però gli avvocati che hanno delineato, non senza imbarazzo, la dura realtà. Tra l’altro risulterebbe anche molto complicato ottenere quanto meno la cassa integrazione. La situazione insomma è fortemente critica: Melegatti è ad un passo dal baratro e rischia di rovinare non solo il Natale, ma anche la condizione di numerose famiglie. L’unica via di uscita può essere rappresentata da eventuali nuovi investitori disposti a far ripartire la macchina. E questo nonostante il premier Paolo Gentiloni abbia parlato di ripresa economica soltanto due giorni fa.

S.L.