sciopero della fame

Lo sciopero della fame in politica è stato ampiamente utilizzato da Marco Pannella. Difficilmente se non mai è stato uno strumento usato da chi è al governo al fine di approvare una legge. Chi governa solitamente ha i numeri in Parlamento per approvare le leggi che ritiene più giuste. Ma qui stiamo parlando della tanto discussa legge sullo ius soli e le cose sono un po’ più complesse.

Ben 70 parlamentari hanno fatto loro la proposta lanciata da un gruppo di insegnanti e per sensibilizzare sulla necessità dello ius soli hanno deciso di fare lo sciopero della fame. Si tratta, sia chiaro, di uno sciopero a staffetta con digiuni a turno di un solo giorno. Lo ha spiegato anche il ministro Del Rio mentre annunciava la sua adesione all’iniziativa lanciata in parlamento da Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani al Senato.

Del Rio ha spiegato la sua posizione: ” È un modo per tenere alta l’attenzione, ma in modo mite, non violento. Per altro non è un vero e proprio sciopero, è a termine, a staffetta. Io come gli altri aderirò per un giorno. E poi, sono state proprio le sollecitazioni provenienti dal mondo della scuola che hanno spinto il governo a promuovere una legge, anch’essa pacifica e conciliante, come lo ius soli”.

Sulla vicenda è intervenuta anche Laura Boldrini che sta ancora riflettendo sull’opportunità o meno di aderire all’iniziativa: ” La legge sulla cittadinanza trovo che sia una legge importante, è passata l’idea che la cittadinanza la prende chiunque arriva in Italia, ma non è così, c’è un percorso da fare. Credo sia una legge equilibrata. Io non ho pensato di aderire allo sciopero perché è un tema su cui mi sono molto impegnata, credo sia evidente il mio sostegno, però ci penso”.

L’ennesimo e forse ultimo tentativo del governo di far approvare questa legge dovrebbe avvenire entro ottobre e molto probabilmente lo farà con un voto di fiducia, l’unico modo in sostanza per far approvare l’iniziative legislativa.

F.B.