“Abbiamo letto tutto, errori e incongruenze incredibili…” 100 persone difendono Bossetti

L’arresto di Bossetti (foto dal web)

A metà luglio, è stata pronunciata la sentenza d’appello per Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso la giovanissima Yara Gambirasio e già condannato in primo grado all’ergastolo. I giudici della Corte d’Assise si sono espressi con la conferma dell’ergastolo. Nel corso della sua requisitoria, il sostituto Pg di Brescia, Marco Martani, aveva chiesto di confermare la condanna comminata in primo grado. L’ultima udienza si era aperta con le dichiarazioni spontanee di Bossetti: “Da tre anni invoco la mia innocenza, da tre anni chiedo anche tramite i miei avvocati l’unica cosa che può consentire di difendermi, la perizia in contraddittorio sul Dna”.

Sono peraltro in tanti a credere nell’innocenza del muratore di Mapello e per questo si sono dati appuntamento sabato 7 ottobre a Bergamo in Piazzale Marconi (zona stazione) dalle ore 14 alle ore 17. Queste le parole d’ordine degli organizzatori della protesta: “Ci sembra doveroso dedicare a Massimo Bossetti la marcia dei ‘100 passi per Bossetti’. Non abbiamo paura di indicare gli errori di una magistratura e di una procura claudicanti nelle accuse. Non ci arroghiamo nessuna saccenza, abbiamo solo letto gli atti e questi bastano per far insorgere il ragionevole dubbio che porta all’innocenza di un uomo. Noi vogliamo solo verità”.

Parla l’avvocato di Bossetti

Una protesta comunque inedita, a cui prenderà parte Claudio Salvagni, legale di Bossetti, che si è così espresso a Radio Cusano Campus: “Salvo impedimenti parteciperò anche io. La situazione che sta vivendo l’uomo Bossetti è drammatica. Non tanto per il carcere, per l’essere privato di tutto ma soprattutto per l’impossibilità di difendersi. Nessuna perizia gli è mai stata concessa, riguardo al caso del DNA. E’ una vicenda che non riguarda più il singolo caso, ma tutti noi”. L’avvocato ha aggiunto: “Ho ritrovato un Massimo Bossetti battagliero e volenteroso di difendersi fino all’ultimo: ‘Voglio uscire dal carcere come innocente’, mi ha detto. Battagliero, ma molto provato. Beh ovviamente ho avuto paura che potesse accadere qualcosa di grave, ho toccato con mano la prostrazione di quest’uomo. Ma lui è ragionevole, ha dei figli ed una famiglia che gli danno forza e vuole che il suo cognome sia portato con orgoglio”.

 

GM