Giornalista 31enne muore di fatica

Miwa Sado (Websource / archivio)

Morire di stress da lavoro. E’ la triste sorte capitata a Miwa Sado, una giornalista giapponese 31enne della televisione pubblica Nippon Hōsō Kyōkai (NHK). La giovane reporter era stata costretta ad accumulare 159 ore di straordinari in un solo mese, durante il quale aveva goduto di appena due giorni di riposo. Un carico di lavoro che alla fine si è rivelato fatale e ha provocato il suo decesso. “Ancor oggi non riusciamo ad accettare la morte di nostra figlia come qualcosa di reale – hanno dichiarato in un comunicato il padre e la madre della donna -. Speriamo che il dolore di una famiglia distrutta non sia stato vano”.

La tragica vicenda risale a luglio 2013, ma è stata resa nota solo qualche giorno fa dall’emittente nipponica “per rispetto della famiglia della reporter”. Sado era una professionista molto stimata e si occupava principalmente di politica interna. Tra giugno e luglio di quell’anno aveva seguito le elezioni dell’assemblea metropolitana di Tokyo e quelle della Camera alta. Tre giorni dopo la conclusione della maratona elettorale ha subìto un infarto che secondo i medici è stato causato dallo stress accumulato in quel periodo di frenetico lavoro. Masahiko Yamauchi, caporedattore di NHK, ha dichiarato che la morte della collega pone un “problema per la nostra organizzazione nel suo complesso, compreso il sistema di lavoro e la copertura delle elezioni”.

E’ il caso di ricordare che in Giappone il fenomeno del “karoshi”, cioè della morte causata da troppe ore di lavoro, non è affatto una rarità. In base alle statistiche ufficiali, nell’ultimo anno e mezzo non meno di 2mila lavoratori si sono suicidati per via dell’eccessivo carico di lavoro, e a decine sono morti a seguito di infarti, insufficienze respiratorie e altre patologie indotte sempre dal “karoshi”. Di qui la proposta di legge, tra le altre, volta a porre un tetto di 100 ore mensili agli straordinari, con sanzioni per le aziende che consentono ai loro dipendenti di superare quel limite. I numeri parlano chiaro: secondo il libro bianco pubblicato dal governo nipponico nel 2016, almeno 1 su 5 lavoratori in Giappone rischia la morte per sovraccarico di lavoro, il 22,7% delle aziende intervistate dichiarano che una parte dei loro dipendenti accumula in media 80 ore di straordinari al mese, e nel 2015 i dipendenti giapponesi si sono concessi in media solo 8,8 giorni di ferie, meno della metà dei giorni di congedo di cui possono usufruire.

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