Pakistan, attentato kamikaze in un tempio sufi: almeno 18 morti

(Websource / archivio)

Un nuovo grave attentato torna a sconvolgere il Pakistan. Ieri a tarda sera un kamikaze si è fatto esplodere davanti a un santuario sufi nel sudovest del paese mentre era in corso una cerimonia religiosa, provocando almeno 18 morti e 27 feriti. A riferirlo sono le autorità locali. L’attacco è avvenuto precisamente nell’area di Gandawa del distretto di Jhal Magsi, nella provincia del Balucistan, un’area ricca di greggio e gas naturale al confine con Iran e Afghanistan. Qualche ora dopo è arrivata la rivendicazione dell’Isis.

“Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria dopo essere stato intercettato dagli agenti di Polizia in servizio presso il santuario”, ha riferito Asad Kakar, un importante funzionario dell’amministrazione locale, ai colleghi dell’AFP. Tra le vittime vi sarebbe anche un agente di Polizia. L’esplosione è avvenuta davanti all’ingresso principale del santuario di Fatehpur Dargah (già colpito da un simile attentato nel 2005, con un bilancio di circa 35 vittime), un luogo frequentato da fedeli aderenti al sufismo, da molti considerato la versione più mistica dell’Islam, ma fortemente avversato dai fondamentalisti sunniti.

Nel novembre 2016 un analogo attacco kamikaze era stato lanciato contro il tempio di Shah Noorani, nel distretto di Lasbella, sempre in Balucistan: allora le vittime furono 52, fra cui molte donne e bambini, e un centinaio di persone rimasero ferite. Il 16 febbraio scorso, infine, l’attentato suicida nel tempio sufi di Lal Shahbaz Qalandar, a Shewan, nella provincia meridionale di Sindh, ha provocato 83 morti e 250 feriti.

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EDS