Morto il padre di Loredana Bertè: “Era un mostro”

 

Si è spento all’età di 96 anni Giuseppe Radames Bertè, il padre delle cantanti Loredana Bertè e Mia Martini, pseudonimo di Domenica Bertè. Originario della Calabria, viveva da anni a Cavaria con Premezzo. Qui è sepolta anche la figlia Mia Martini. Giuseppe Radames Bertè aveva insegnato in diverse scuole della provincia di Varese, ma da molti anni era in pensione. La morte del padre di Loredana Berté è stata motivo di cordoglio nei confronti della cantante, che però nel libro autobiografico Traslocando – E’ andata così lanciava gravi accuse proprio nei confronti del genitore.

Si legge nel libro, costato alla cantante la querela da parte dello zio: “Sono cresciuta con la regola del niente. Niente giocattoli, niente bambole, niente regali. Niente di niente. Da piccola non mi voleva nessuno. Il mio miglior amico era un cane, Clito, che abbaiava a chiunque si avvicinasse. Io e Clito eravamo soli contro tutti. La sera ci sdraiavamo insieme nel letto e aspettavamo il nostro destino… Il padre a passi lenti attraversava il corridoio. ‘Nasconditi’ mi pregava Mimì, mentre lui superava il bagno, la cucina e il salone. Ero solo una bambina… Ma chi fosse veramente il padre e quali abissi nascondesse la nostra apparente normalità, io lo sapevo. Era il mostro che avanzava in silenzio”.

Loredana Berté accusava: “Era l’uomo nero delle favole. Era il cattivo, il vigliacco che chiudeva la porta per non rischiare che qualcuno lo vedesse. Il porco che aveva un fremito. Il bastardo che sentiva un lampo di piacere. Noi e lui. Soli finalmente. Avevo cinque anni, ero terrorizzata. In canottiera, il padre si metteva comodo e si toccava, nella nostra stanza. Io e Mimì eravamo sveglie, ma facevamo finta di dormire”. Poi aggiungeva: “La vita in famiglia era un inferno dove si professava una sola religione: la dittatura del padre. Lui odiava le donne, voleva un figlio maschio ad ogni costo. Il padre ha marchiato il nostro futuro come nei mattatoi si marchiano le vacche, ha pestato mia madre per farla abortire. ‘Un’altra figlia?’ diceva, e poi la picchiava come un animale. Una volta l’ha lasciata in una pozza di sangue nel bagno. L’ha presa a calci uccidendo il figlio maschio che tanto desiderava”.

GM