Ius soli, Kyenge si unisce allo sciopero della fame “Ogni sabato digiunerò”

Cecile Kyenge (MARCELLO PATERNOSTRO/AFP/Getty Images)

Dal cinque ottobre è stato indetto uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo Ius soli. Luigi Manconi, senatore del PD e presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama, ha annunciato con una nota la scelta di decine di senatori e deputati. “Allo sciopero della fame a staffetta che inizia domani per sostenere la discussione in Aula e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli aderiscono anche il ministro Graziano Delrio e i sottosegretari Benedetto Della Vedova e Angelo Rughetti. E decine e decine di senatori e deputati” aveva annunciato qualche giorno fa. L’iniziativa era partita da circa 900 insegnanti che per promuovere l’approvazione della legge sullo ius soli hanno organizzato lo sciopero della fame. La Rete “Insegnanti per la cittadinanza” tra maestri e professori di diverse scuole italiane ha promesso che si ripeterà di nuovo questo mese per chiedere l’approvazione della legge. Un’iniziativa che ha trovato subito l’appoggio anche del Presidente della Camera Laura Boldrini e le critiche del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, subito pronto a contestare la decisione e ad attaccare i ministri e coloro che hanno sostenuto l’iniziativa.

La scelta e l’appello della Kyenge

Ora annuncia la sua partecipazione anche l’europarlamentare del Pd Cecile Kyenge. Uno sciopero della fame a staffetta come dichiarato a Radio Cusano Campus: “Ho aderito anch’io a questa iniziativa. Ogni sabato digiunerò se c’è qualcuno che vuole cominciare a fare campagna di disinformazione e di attacchi lo può fare. In questo momento ciò che ci serve è mantenere la barra dritta sul nostro obiettivo: la riforma della cittadinanza. Voglio fare un ultimo appello. Siamo a quota 157 sì, mancano solo 4 senatori per poter finalmente approvare la legge sulla cittadinanza. Se questa legislatura finisce con quattro senatori che mancano all’appello sarebbe una vergogna per tutti. I senatori dovranno tornare in aula e assumersi le loro responsabilità”.