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E’ stato arrestato a Ferrara il tunisino Anis Hanachi, 25 anni, fratello di Ahmed Hanachi, l’attentatore che a Marsiglia ha ucciso le cugine Marianne e Laura. L’uomo è stato bloccato ieri pomeriggio dalla Digos di Bologna e Ferrara, che ha eseguito un mandato di cattura internazionale emesso dalla Francia, e dovrà ora rispondere dell’accusa di associazione terroristica con finalità di terrorismo e complicità nell’attentato. L’arresto giunge al termine di una complessa attività investigativa coordinata dal Servizio centrale per il contrasto al terrorismo esterno dell’Antiterrorismo con la collaborazione delle autorità francesi, sia a livello investigativo che giudiziario, con il coinvolgimento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e della procura di Roma. Hannachi è stato subito messo a disposizione della procura generale presso la Corte d’appello di Bologna. I dettagli dell’operazione saranno resi noti domani in una conferenza stampa in programma alle 10.30 a Roma negli uffici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Ahmed Hanachi, che ha vissuto ad Aprilia per otto anni, il 1° ottobre ha ucciso due donne alla stazione Saint-Charles di Marsiglia. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, durante l’assalto – poi rivendicato dall’Isis – avrebbe urlato “Allah Akbar”. La matrice del terrorismo islamico, tuttavia, non è stata ancora pienamente verificata. L’ex moglie di Hannachi – l’italiana Ramona Cargnelutti – ha raccontato che “Ahmed era solo uno con molti problemi. Della religione non gli è mai fregato niente. Questa cosa dell’Isis è impossibile. Non era da lui. Non l’ho mai visto entrare in una moschea. Ad Ahmed piaceva vestirsi bene, andava in discoteca, beveva. Aveva tutto, anche gli effetti della droga sul cervello”. Ahmed, con piccoli precedenti per spaccio alle spalle, aveva fatto a lungo una vita “all’occidentale”, ma negli ultimi mesi si sarebbe radicalizzato anche su indicazione del fratello Anis.

EDS