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A 25 anni dal terribile omicidio della piccola Nikki Allan un test del Dna riapre il caso con un colpo di scena. E rilancia la caccia all’assassino, finora mai individuato nonostante i ripetuti appelli della Polizia locale e della madre della bimba, Sharon Henderson, che ora ha 51 anni. La piccola era stata uccisa a soli 7 anni con 37 coltellate e poi finita con un colpo di mattone dopo essere scomparsa dall’appartamento dei nonni a Wear Garth, Sunderland (Inghilterra). Il suo corpo fu ritrovato in una pozza di sangue poco lontano da dove era stata vista l’ultima volta. Era l’8 ottobre del 1992.

Suo padre, che in tutti questi anni ha mantenuto un dignitoso silenzio, ha ora deciso di parlare alla luce di un’importante novità: gli investigatori avrebbero scoperto “nuovi elementi forensi che potrebbero aiutare nelle indagini”. Gli agenti sostengono di avere il Dna di un uomo e hanno rivolto un appello di componenti di sesso maschile della famiglia della vittima, ai suoi amici e a chiunque possa essere entrato in contatto “in buona fede” con Nikki affinché si sottopongano a loro volta a un test del Dna. E questo, precisa la Polizia, allo scopo di definire e circoscrivere la lista dei sospetti.

Una nuova speranza
Il primo a sottoporsi all’esame è stato il papà di Nikki (che oggi avrebbe 32 anni): “Sono rimasto in silenzio per 25 anni dopo la morte di mia figlia – ha detto – ma ora è giunto il momento di parlare. Non ho parole per descrivere quanto la vita sia stata difficile senza la mia adorabile bambina. Non auguro a nessuno di provare il dolore che abbiamo vissuto io e mia moglie”. “Il test cui mi sono sottoposto – ha aggiunto – è molto veloce, semplice e completamente indolore. Prego chiunque abbia conosciuto Nikki o abbia avuto un qualche contatto con lei prima che morisse di fare altrettanto. Questo esame non serve ad accusare nuovi sospetti, ma a rimuovere il nominativo di persone innocenti dal fascicolo d’indagine della Polizia”.

L’ispettore Paul Waugh, dal canto suo, ricorda che nonostante il tanto tempo trascorso il caso di Nikki Allan è tuttora considerato “prioritario”. Nel 1993 George Heron, allora 24enne, fu accusato del suo omicidio e finì sotto processo alla Leeds Crown Court, ma il giudice Justice Mitchell lo prosciolse. Il magistrato non ammise in tribunale una serie di registrazioni audio di interrogatori della Polizia nei quali Heron ammetteva sostanzialmente la propria responsabilità dell’omicidio di Nikki. E nel 2014 la Polizia del Northumbria arrestò il 47enne Steven Grieveson, già finito in carcere per l’assassinio di 4 adolescenti, ma anche il quel caso non ci furono prove sufficienti per condannarlo dell’omicidio della bambina. La speranza è che la recente novità sia il preludio a una soluzione definitiva della vicenda.

EDS