Milano, la bimba vittima del pedofilo racconta: “E’ stato uno schifo…”

 

Nella vicenda intorno all’arresto di Sergio Marziano, il pedofilo recidivo di Milano, si è parlato poco della sua piccola vittima, la bimba di 6 anni che lo stupratore ha violentato nell’androne di un palazzo di Via Paolo Sarpi. Il 42enne, arrestato dalla Polizia di Stato grazie alle indagini della Squadra mobile, coordinate dal pm Gianluca Prisco, era già stato condannato in passato per lo stesso tipo di reati, ma evidentemente non aveva affatto imparato la lezione. La sua piccola vittima ha raccontato nella stanza per le audizioni protette in questura che tutto è iniziato quando le era caduta la catena della bici con la quale lei stava giocando a pochi metri dal negozio dei suoi genitori. Lui, che in passato adescava le bambine con dei peluches, con la scusa di aiutarla le si è avvicinato. “Quello che mi ha maltrattata mi seguiva da un po’” dice la bimba che evidentemente vista l’età non ha nemmeno le parole e il vocabolario per descrivere l’orrore vissuto.

Come spesso capita in questi casi gli agenti e gli psicologi presenti le hanno chiesto di rappresentare quanto accaduto con un disegno. Lei rappresenta se stessa, con un uomo vicino. Poi lo indica e dice: «Visto quanto è brutto?». «Quanto?», le chiedono. E lui, indicando un oggetto lì vicino, dice: ” «Più di questa roba schifosa, più brutto di questo maiale».

Nel frattempo è arrivata anche la versione di Marziano, con parziali ammissioni e banali tentativi di discolparsi: “Sì, ero andato in quel quartiere, perché ci sono dei negozi con i prezzi bassi, io non lavoro e quindi cerco di comprare dove costa meno. Mi sono fatto un giretto, stavo vicino alla fermata del tram, di fianco a me c’era una ragazzina (, a cui era caduta la catena della bicicletta e mi ha chiesto “mi puoi rimettere su la catena?”. Lì il marciapiede è piccolo e le ho detto» di entrare nel cortile di un palazzo. Poco dopo «credo di averle detto “scusa non riesco” e me ne sono andato. Poi non so cosa abbia fatto la bambina”.

F.B.