Il ministro Fedeli assume gli immigrati nella scuola

Fedeli
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Finisce ancora al centro delle polemiche il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Dopo le note vicende del suo curriculum con l’indicazione di una laurea in realtà mai avvenuta e dopo le recenti dichiarazioni in cui annunciava un giro di vite nei confronti degli insegnanti che intendevano avvalersi della legge 104, quella che permette di assentarsi dal lavoro per assistere parenti malati, arriva ora una polemica che lega scuola e immigrazione. Un decreto voluto dal ministro Fedeli infatti permetterà a tutti gli immigrati, anche quelli dotati di un semplice permesso di soggiorno (“titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permenente”), di avere accesso alla terza fascia della graduatoria Ata per le scuole. Si tratta del personale amministrativo, tecnico e ausiliario per la scuola, un ruolo (quello dei bidelli per dirla con un termine ormai desueto) per il quale sono in lista d’attesa da anni migliaia di italiani che ora si vedranno scavalcati proprio dagli immigrati inseriti direttamente in terza fascia.

Il Presidente nazionale di Feder.ata, Giuseppe Mancuso, non ha preso bene questa decisione: “Negli ultimi anni si sono persi posti di lavoro nel settore del personale non docente della scuola – dice – I pensionati non sono stati rimpiazzati e circa 15- 20.000 precari attendono un inserimento stabile: sono precari che hanno già avuto una formazione e hanno un’esperienza del lavoro, molto delicato, da compiere nella scuola. È decisamente irrazionale scavalcare questi precari che attendono da anni e immettere cittadini di altri Paesi che possono avere tutte le qualità e anche titoli equivalenti ma non possono avere l’esperienza già maturata sul campo dai precari italiani”.

F.B.