Marco Vannini

Marco Vannini con la mamma Marina (foto dal web)

Prosegue il processo per la morte di Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni di Cerveteri ucciso da un colpo di pistola sparato dal padre della sua fidanzata, un luogotenente della Marina militare di 48 anni, Antonio Ciontoli. Nel corso di questo lungo periodo, la morte del giovane assunse sempre più i contorni del giallo. L’intera famiglia dell’uomo venne indagata, compresa Viola Giorgini, fidanzata del figlio del luogotenente, accusata di omissione di soccorso.

Nelle scorse settimane, a fine agosto, erano arrivate le parole di Marina, la mamma per povero Marco Vannini: “Ormai vivo di ricordi. Tornare a Porto Ainu, in Sardegna mi fa stare tanto male, ma ho deciso di venirci lo stesso perché è l’unico modo per rivedere mio figlio. Mi sdraio e lo penso. Vado indietro con la memoria ricordando molti episodi legati a Marco, a quando era piccolo e si divertiva come un matto a giocare su questa sabbia. È impossibile non pensare a quello che gli è successo due anni fa. Impossibile dimenticare che il mio Marco è stato ucciso da cinque persone senza scrupoli! Non riesco a smettere di piangere. Da quella maledetta sera in cui è stato ucciso non mi sono più ripresa”.

Nel corso della puntata domenicale di ‘Chi l’ha visto?’, la donna è tornata a parlare della vicenda, spiegando a Federica Sciarelli: “Io credo che la verità non la sapremo mai … loro tutto hanno fatto, fuorché pensare a mio figlio”. La mamma di Marco Vannini ha spiegato che spera che “sia rivista anche la posizione di Viola Giorgini”, imputata ‘solo’ di omissione di soccorso. “Devono pagare tutti, tutti, anche Viola Giorgini”, ha detto la donna. Alla ripresa del processo, prevista per fine mese, sapremo anche di più sulla perizia disposta per il 12 ottobre che dovrà chiarire se Marco Vannini si sarebbe potuto salvare con un intervento di soccorso tempestivo da parte dei Ciontoli. Anche sul punto mamma Marina è sicura: “Anche senza la perizia, se Marco ha vissuto 4 ore, nessuno può dire che sarebbe morto”. In studio anche il padre del giovane bagnino ucciso, che ha sottolineato: “Questa per noi è la cosa più tragica, sentire quella telefonata dove c’è Marco che si lamenta, la sua sofferenza allucinante”.

 

GM