Notti sfrenate e sesso senza regole, tre ragazzi si ammalano gravemente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:15
Hiv
(Websource/archivio)

Tre giovani, due ragazze e un ragazzo, avevano appena passato una spensierata serata in una discoteca della Versilia. E di certo non immaginavano che la loro vita sarebbe cambiata per sempre in quel modo proprio fuori da quel locale. Fuori dal “Maki Maki” infatti c’erano i volontari dell’Anlaids Versilia impegnati nell’ennesima meritoria campagna di sensibilizzazione sull’Hiv e sui rischi di contrarlo con rapporti sessuali non protetti. In totale sono stati 60 i giovani e meno giovani che si sono sottoposti ad un semplice prelievo di saliva. E per tre di loro, come dicevamo, il risultato è stato devastante.

“Purtroppo – spiega la responsabile del comitato Anlaids Maria Cristina Tognetti – abbiamo trovato tre persone positive all’Hiv. Sono due giovani donne e un ragazzo, tutti eterosessuali e del territorio versiliese, che hanno contratto il virus con un rapporto sessuale non protetto. Sono stati seguiti nell’immediato dalla psicologa e prontamente assegnati al reparto malattie infettive di Massa, all’attenzione della dottoressa Antonella Vincenti, infettivologa referente di Anlaids Versilia. Successivamente saranno eseguite le analisi del sangue per avere la conferma della positività”.

La Tognetti ricorda che in un’iniziativa analoga tenutasi circa 4 anni fa al «Boca Chica» di Torre del Lago fu trovata solo una persona positiva all’Hiv: “Quella zona era particolarmente frequentata da Lgbt – spiega – e questo dimostra che le persone più a rischio, in Versilia, restano gli eterosessuali. Non ci sono dubbi che a livello nazionale siano aumentati i sieropositivi Lgbt, ma a livello locale gli eterosessuali sono più a rischio”.

Infine un appello rivolto a tutti: “Al di là dell’appartenenza sessuale, va sottolineata la gravità di questa patologia silenziosa, di cui nessuno parla più. La prevenzione è l’unica arma per bloccare il virus e l’uso del profilattico è di vitale importanza. Purtroppo è visto solo come contraccettivo e non come salva-vita. Quello strato sottile di lattice è l’unica flebile arma che avete per uccidere il virus dell’Hiv. Non avete altro in mano, non avete armi, né archi, né spranghe, solo un sottile velo di lattice. Adesso scegliete”.

F.B.