Abusa di una bambina, nasce un figlio: ora ha ottenuto la custodia

Christopher Mirasolo
Christopher Mirasolo (Public Sex Offender Registry)

E’ una vicenda che sta profondamente turbato l’opinione pubblica americana quella di Christopher Mirasolo, che oggi ha 27 anni, ma ne aveva 18 nel 2008. All’epoca, il giovane si rese protagonista di una atroce violenza sessuale nei confronti di una dodicenne. La ragazzina venne violentata ripetutamente, dopo essere stata segregata in casa per due giorni. Da quegli abusi nacque un figlio e in queste ore è stata emessa una sentenza davvero assurda. Infatti Christopher Mirasolo per quelle violenze è stato condannato, ma ora ha ottenuto la custodia congiunta del bambino. L’episodio è avvenuto in Michigan.

Christopher Mirasolo aveva invitato la vittima e la sorella a fare un giro, poi le aveva sequestrate, decidendo poi di rilasciare la maggiore delle due. La più piccola avrebbe poi subito una serie di abusi con l’invito a tacere onde evitare spiacevoli conseguenze. Il giovane era anche arrivato a minacciarla di morte. La stessa ragazzina raccontò poi quanto le era accaduto, prima che si venisse a scoprire che addirittura era rimasta incinta. Christopher Mirasolo venne arrestato e condannato a un anno di carcere ma uscito dopo sei mesi per potersi prendere cura della madre malata. Appena due anni dopo, venne di nuovo arrestato e quindi condannato a quattro anni per una violenza sessuale ai danni di una minorenne. Venne poi rilasciato nel 2012, ma comunque inserito nel registro dei sex offender.

Arriva ora la decisione del giudice Gregory Ross sulla custodia congiunta, che ha fatto arrabbiare tutti, a partire dall’avvocato della vittima Rebecca Kiessling: “È folle. Non c’è stato niente di giusto, sin da quando sono iniziate le indagini. Non è mai stato adeguatamente perseguito, altrimenti sarebbe seduto dietro le sbarre, ma il sistema sta colpendo la mia cliente, che era una bambina a sua volta quando tutto ciò è accaduto”. Il legale di Christopher Mirasolo, Barbara Yockey, tiene a precisare che è la prassi: “Non ha mai iniziato il procedimento per la custodia”, spiega sottolineando che è stato il procuratore stesso a portare avanti il procedimento, poiché uno dei due genitori ha chiesto di far ricorso all’assistenza sociale. “Non so cosa farà con il bambino”, ha aggiunto il legale. Intanto l’avvocato della vittima promette battaglia e ha presentato ricorso, ricordando che la decisione del giudice va contro il Rape Survivor Child Custody Act, voluto da Obama.

GM