Nord Corea, gli Usa avvertono: “L’esercito è pronto”

Nord Corea
(Websource/Archivio)

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, non usa mezze parole durante il suo del discorso annuale davanti all’Associazione dell’Esercito americano a Washington, e lascia intuire apertamente che le forze armate a stelle e strisce non si faranno trovare impreparate dinanzi all’eventualità di un conflitto armato ai danni della Nord Corea, le cui provocazioni continuano a preoccupare la comunità internazionale. Mattis afferma di non sapere cosa accadrà nei prossimi mesi, “una cosa però è certa – afferma – e cioè che l’esercito degli Stati Uniti sarà pronto per garantire le opportune opzioni militari da poter mettere in pratica qualora si ritenesse necessario agire in tal senso”. Intanto arriva una candidatura eccellente nelle vesti di mediatore tra Usa e Nord Corea, con l’ex presidente americano, Jimmy Carter, che si sarebbe detto disponibile ad incontrare Kim Jong-un allo scopo di distendere gli animi.

Scende in campo Carter?

Il regime di Pyongyang sta portando avanti una serie di test missilistici e nucleari tali da minare la sicurezza della vicina Sud Corea e del Giappone, con cui il Nord intrattiene rapporti di aperta ostilità. Il democratico Carter, 93 anni ed in passato premio Nobel per la pace, avrebbe confidato ad un docente di Seul di essere disponibile a viaggiare direttamente da Kim Jong-un per cercare qualsiasi soluzione diplomatica disponibile allo scopo di scongiurare una guerra. L’intervento però non sarebbe gradito all’amministrazione Trump, che già aveva richiesto ufficialmente all’ex presidente Carter di non esprimersi pubblicamente su questa vicenda. Washington infatti sta perseguendo tutt’altra strada e starebbe intensificando i tentativi di acuire le sanzioni economiche contro la Nord Corea. Carter però è apparso molto preoccupato da questa situazione e ritiene che il rischio di una guerra ci sia e che vada evitata con tutti gli sforzi possibili.

Salviamo il mondo

Lui stesso, fondatore dell’omonima organizzazione che lavora per il mantenimento della pace, ha affermato che i colloqui avuti in passato con i leader nordcoreani, tra i quali anche Kim Il-sung, nonno dell’attuale dittatore, avevano sempre portato all’emergere della volontà di negoziare un trattato di pace per sotterrare definitivamente il trattato di pace del 1953, che risolse ben poco al termine della Guerra di Corea. Carter viaggiò nel belligerante stato asiatico nel 1994 e nel 2010, ed è pronto a ripetere l’esperienza per il bene dell’umanità. Nel frattempo di Nord Corea ha parlato nei giorni scorsi anche Angelino Alfano, che ha giustificato pure l’allontanamento dell’ambasciatore di Pyongynag dall’Italia.

S.L.

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