Peppina Fattori, il ritorno a casa è possibile

Peppina Fattori
Peppina Fattori (Websource/archivio)

Le polemiche intorno allo sfratto della povera Peppina Fattori, la 95enne che desiderava continuare a vivere nella sua casetta (di legno e abusiva) di borgo Moreggini a San Martino di Fiastra, non tendono a placarsi. Ora però, dopo gli appelli a Papa Francesco e quelli inascoltati al presidente della Repubblica Mattarella, si apre uno spiraglio che potrebbe risolvere la situazione che si è creata. L’apertura tanto attesa arriva dal nuovo commissario per la ricostruzione, Paola De Micheli.

Peppina può tornare a casa sua. Infatti c’è un decreto in fase di approvazione che escluderebbe da qualsiasi provvedimenti punitivo come lo sfratto chi si è aggiustato da solo in attesa che la lenta burocrazia facesse il suo corso nel dopo terremoto. “Il provvedimento prevede due possibilità – spiega la De Micheli – Primo, chi è organizzato con una casa mobile, la potrà tenere se rispetta tutti vincoli, paesaggistici e di edificabilità, quindi rinuncia alla casetta e al contributo di autonoma sistemazione. Una volta realizzata la ricostruzione della sua abitazione, la casa mobile sparisce”. Mentre la seconda opzione “riguarda le strutture fisse per le quali è possibile chiedere una regolarizzazione rinunciando alla casette e al contributo per la ricostruzione. Ma devono sempre rispettare i criteri edilizi e paesaggistici. Non è una sanatoria, ma una riapertura dei tempi che già erano previsti nei testi di legge”.

Ieri la donna si era sfogata duramente con alcuni giornalisti locali: “Chi mi ha fatto questo, non sono persone oneste. Sono bestie. Sono stati cattivi con me e con la mia famiglia”. E la figlia aveva aggiunto: “I politici fanno lo sciopero della fame per lo ius soli ma mia mamma ha iniziato a farlo perché cucinare dentro a un container dove dorme è impossibile. Mangia meno rispetto a quello che dovrebbe e secondo me rischia la morte”.

F.B.