Asia Argento: “Solo in Italia vengo considerata colpevole”

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(Websource/Archivio)

L’articolo di denuncia del ‘New York Times’ in cui si portano alla luce le molestie perpetrate durante gli anni dal produttore cinematografico Harvey Weinstein ha suscitato un polverone. Ma se nel resto del mondo (negli States soprattutto) a commentare la vicenda ci sono solo persone che, come gli Obama o la Clinton, condannano gli abusi del produttore di Hollywood, in Italia le rivelazioni dell’attrice Asia Argento hanno generato delle reazioni totalmente differenti.

La figlia del maestro dell’horror italiano, ha raccontato al ‘New Yorker’ di aver subito le molestie quando era ancora una ragazza (a 21 anni), in occasione di una festa della Miramax. La violenza sessuale subita in quella occasione, per altro, è stata inserita successivamente nel film che la vedeva protagonista ‘Scarlett Diva’ a rimarcare, secondo l’attrice, la vittoria del produttore sulla volontà di un’attrice emergente.

In seguito a tali rivelazioni ci si attenderebbe un coro di condanna nei confronti di Weinstein, ed invece gli interventi dei personaggi pubblici sono stati tutti contro l’attrice: Vladimir Luxuria, ad esempio ha detto che si sarebbe potuta rifiutare, mentre Selvaggia Lucarelli è andata oltre suggerendo che ci potesse essere stato un interesse nella mancata denuncia. Asia ha risposto direttamente all’ex euro parlamentare dicendole che dalla sua frase si evince che non ha mai subito una violenza sessuale, mentre non ha replicato direttamente (almeno per ora) alle insinuazioni dell’opinionista.

L’attrice, sebbene non abbia risposto in maniera diretta alle affermazioni piovutele addosso, ha espresso comunque il suo disappunto tramite il proprio profilo Twitter in cui si legge: “Solo in Italia vengo considerata colpevole del mio stupro perché non ne parlai quando avevo 21 anni ed ero terrorizzata. Sono delusa, triste”.  In un successivo tweet Asia è ancora più furiosa: “Se denunci, sei tu la troia”. Lo sfogo di Asia non è riferito solo alle parole della Lucarelli, ma alla selva di commenti che sono stati scatenati dalla sua intervista, dove unanimemente viene condannata la sua scelta di denunciare l’accaduto solo dopo 20 anni.

F.S.