Abusi subiti dal produttore Harvey Weinstein, Asia Argento non convince

 

(Asia Argento by Terry Richardson/Tumblr)

Non accenna a scemare il polverone mediatico innalzatosi dopo la pubblicazione dell’articolo inchiesta sul New Yorker che riporta le dichiarazioni di diverse attrici e collaboratrici di Hollywood riguardo i comportamenti perversi del produttore cinematografico Harvey Weinstein. Subito dopo la pubblicazione dell’articolo, infatti, a pioggia si sono susseguite le dichiarazioni di personaggi celebri di Hollywood a conferma di quanto sostenuto: Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Mira Sorvino e Patricia Arquette hanno confessato di essere state molestate da Weinstein e le loro dichiarazioni sono state sostenute anche da altri attori di Hollywood come Brad Pitt.

La posizione del produttore cinematografico, dunque, si è fatta sempre più grave ma in Italia la confessione di Asia Argento, l’attrice è stata violentata da Weinstein quando aveva appena 21 anni, hanno suscitato le reazioni polemiche prima di Vladimir Luxuria e poi quella di Selvaggia Lucarelli. Sia l’ex euro parlamentare che la conduttrice radiofonica hanno sostenuto che l’attrice italiana avrebbe avuto la possibilità di opporsi alle attenzioni maniacali di Weinstein, ma se Luxuria si limita a dire: “Avresti potuto dire di no”, la Lucarelli calca la mano e insinua che l’Argento avrebbe mantenuto il silenzio fin quando le è convenuto: “Ora. Francamente. Vai a letto con un bavoso potente per anni e non dici di no per paura che possa rovinare la tua carriera. Legittimo”.

Ma l’insinuazione dell’opinionista diventa feroce critica nel prosieguo del post Facebook: ” Frigni 20 anni dopo su un giornale americano raccontando di tuoi rapporti da donna consenziente tra l’altro avvenuti in età più che adulta, dovendo attraversare oceani, con viaggi e spostamenti da organizzare, dipingendoli come ‘abusi’. Meno legittimo. Ad occhio, sono abusi un po’ troppo prolungati e pianificati per potersi chiamare tali. E se tu sei la prima a dire che lo facevi perché la tua carriera non venisse danneggiata, stai ammettendo di esserci andata per ragioni di opportunità”.

Il post della Lucarelli non vuole essere una giustificazione per gli atteggiamenti del produttore cinematografico, ma una critica nei confronti di chi come Asia Argento non ha voluto ribellarsi alle prepotenze dell’uomo, tanto che alla fine aggiunge: “Nessuno ti giudica, Asia Argento. Però ti prego. Paladina delle vittime di molestie, abusi e stupri, anche no. Facciamo che sei finita in un gorgo putrido di squallidi do ut des e te ne sei pentita. Con 20 anni di ritardo però”. Selvaggia, però, dimentica che anche in casi in cui non c’è di mezzo la carriera, le vittime faticano a raccontare quanto gli è capitato per vergogna e paura di essere giudicate, esattamente quello che sta capitando in questo caso.

F.S.