Si finge suo coetaneo e l’adesca: la lite, poi le spara in testa

Tristan Dilley
Tristan Dilley (Twitter)

Mentre in Italia mette i brividi la vicenda di Noemi Durini, uccisa dal fidanzato, dagli Usa arriva una terribile storia, quella di Tristan Dilley. L’adolescente, una cheerleader alla High School di Silsbee, nel sud-est dello stato del Texas, è stata trovata morta in casa, nella sua cameretta, dal fratello minore, di tredici anni. A uccidere la ragazzina, che di anni ne aveva appena 14, è stato un giovane uomo che si era finto 16enne pur di incontrarla. I fatti risalgono al primo ottobre scorso, ma con l’arresto del 19enne Paul Audrey Adams c’è ora la svolta nelle indagini.

Il 19enne aveva conosciuto Tristan Dilley attraverso alcune amicizie in comune, ma si era dato qualche anno in meno per tentare di avvicinarla. In base a quanto risulta dall’inchiesta della polizia, la giovane gli aveva dato appuntamento in casa, approfittando del fatto che i suoi non ci fossero. Paul Audrey Adams si è presentato lì con una pistola e ha colpito a morte Tristan Dilley. E’ arrivato poco dopo il fratello minore, che l’ha trovata a faccia in giù nel letto. Aveva due ferite da arma da fuoco alla testa, come se fosse avvenuta un’esecuzione.

Probabile che tra i due sia scoppiata una lite, ma non se ne conoscono i motivi. Il giovane, vedendosi braccato, ha provato a telefonare ai genitori di Tristan Dilley raccontando di un’improbabile rapina. Nel frattempo, si era rifugiato nei boschi della zona e preso probabilmente dal rimorso si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola alla tempia. A ritrovarlo, all’interno di una tenda, sono stati gli agenti di polizia.

GM