Asia Argento

(Websource/archivio)

Non si placano le polemiche intorno alla vicenda dello stupro di Asia Argento. In particolare ora la bufera è tra l’attrice e alcune persone dello spettacolo e del giornalismo italiano che hanno osato farle notare alcune incongruenze nel suo comportamento. Due le liti più furibonde. Quella con Vladimir Luxuria e quella con Selvaggia Lucarelli. Ed è proprio la Lucarelli a non accettare le critiche ricevute da Asia Argento: “Roman Polanski stuprò una ragazzina di 13 anni. O meglio. Il giudice stabilì che si approfittò di questa ragazzina. Del suo potere su di lei. Andò in galera e poi una lunga storia processuale. Nel 2009 Asia Argento firmò la petizione pro-Polanski (stupratore di 13enni) assieme a Weinstein e altri.
Noi che abbiamo delle perplessità sul suo racconto (relative alla sua relazione consensuale lunga 5 anni) facciamo apologia dello stupro. Però, sia chiaro, le petizioni a favore di uno stupratore non le firmiamo”.

Un durissimo attacco dunque che fa seguito a quanto la Lucarelli aveva già detto sul caso: “Frigni 20 anni dopo su un giornale americano raccontando di tuoi rapporti da donna consenziente tra l’altro avvenuti in età più che adulta, dovendo attraversare oceani, con viaggi e spostamenti da organizzare, dipingendoli come ‘abusi’. Meno legittimo. Ad occhio, sono abusi un po’ troppo prolungati e pianificati per potersi chiamare tali. E se tu sei la prima a dire che lo facevi perché la tua carriera non venisse danneggiata, stai ammettendo di esserci andata per ragioni di opportunità. Nessuno ti giudica, Asia Argento. Però ti prego. Paladina delle vittime di molestie, abusi e stupri, anche no. Facciamo che sei finita in un gorgo putrido di squallidi do ut des e te ne sei pentita. Con 20 anni di ritardo però”.

F.B.