E’ cieca e soffre di epilessia: per lo Stato risulta “abile al lavoro” – VIDEO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:32
(Websource / archivio)

E’ cieca dalla nascita e affetta da una grave forma di epilessia, oltre che di diabete di tipo 2 e di osteoartrosi, ma lo Stato l’ha giudicata “abile al lavoro”. Dopo una lunga battaglia giudiziaria Hazel Macrae, 62enne di Walker, Newcastle, ha finalmente visto riconosciute le sue ragioni: il Department for Work and Pensions (DWP, dipartimento per l’occupazione e la previdenza) del Regno Unito ha fatto dietrofront annunciando che le garantirà tutte le tutele previste per le persone disabili.

Il caso aveva sollevato un’ondata di rabbia e indignazione in tutto il Regno Unito, per via di quella che veniva generalmente percepita come una palese ingiustizia. Due anni fa un’apposita commissione aveva sentenziato che la donna era in grado di lavorare, dunque non aveva diritto ad assegni sociali o indennizzi di sorta. “Non sono in grado neppure di prepararmi una tazza di tè”, dice Hazel, per dare la misura della gravità delle sue condizioni di salute (i suoi occhi, tanto per rendere l’idea, sono artificiali). Né può lasciare la casa in cui vive, avendo paura di cadere e di “muoversi in sicurezza per raggiungere qualsiasi posto”. “Quando mi hanno detto che dovevo tornare al lavoro mi sono sentita crollare il mondo addosso”.

Ma, al prezzo di tanto stress e sofferenza superati con ammirevole coraggio e determinazione, la sua vicenda ha avuto un lieto fine. “Il sostegno che ho ricevuto dall’opinione pubblica è stato fantastico”. Dopo aver perso una prima causa contro l’ente pubblico d’Oltremanica, Hazel è ricorsa in appello e – la notizia è di ieri – ha vinto. “Sono davvero, davvero contenta – afferma – . Pensavo che avrei dovuto andare avanti con la battaglia in tribunale, invece sarò reinserita nel Support Group [il gruppo di beneficiari di misure di assistenza, ndr]”. E conclude rivelando che “non l’ho fatto solo per me, ma per tutti coloro che sono affetti da disabilità e non meritano di attraversare lo stesso calvario”.

EDS