S’innamora di un uomo su Facebook, dopo due anni scopre la verità

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(Websource/Archivio)

Un amore epistolare, di quelli che fanno prevalere i sentimenti all’abusata fisicità di questi tempi. L’amore di  questa coppia nata dalla chat di Facebook si estendeva dalla punta estrema del Salento (Capo di Leuca) al profondo nord della nostra penisola (Torino). Per due anni e mezzo i due protagonisti di questa vicenda hanno vissuto una vera relazione sentimentale fatta di discussioni appassionate, gelosie, litigi e rapporti erotici telefonici, quindi è arrivato il momento d’incontrarsi e la donna salentina ha scoperto che l’uomo di cui si era innamorata in realtà era una donna.

La scoperta ha traumatizzato e fatto infuriare la donna salentina, per quell’uomo, infatti, aveva lasciato il precedente fidanzato con cui era stata per 15 anni, per quell’amore era stata male al punto da condizionare il proprio rendimento sul lavoro e farsi licenziare. Tutto era cominciato quando la donna aveva aggiunto quest’uomo poiché rimasta colpita dalla sua foto profilo. In breve quel flirt in chat si è trasformato in una vera e propria relazione: la vittima del raggiro ha consegnato le chiavi d’accesso al proprio account Facebook al sedicente Valentino (proprio il nome del famoso tomber de femme del cinema muto) per fargli controllare che non avesse altri rapporti, quindi sono cominciate le chiamate giornaliere ed il sesso per telefono.

Con il passare del tempo, però, la donna ha cominciato a nutrire qualche sospetto su Valentino: il fatto che il suo amante non volesse mandarle foto e che spesso dovesse sparire per lavoro (diceva di essere commissario di polizia) non la convincevano del tutto. Cercando su internet, infatti, ha trovato una delle sue foto taggate con altro nome ed ha deciso di andare a Torino per verificare l’identità del suo fidanzato, scoprendo in questo modo il raggiro. Sembra strano che in anni di telefonate la vittima non si sia accorta di avere una relazione con un’altra donna, ma l’inganno è stato possibile a causa della voce rauca e profonda della contro parte.

Adesso che il velo di maya è caduto, però, non si risolverà tutto con una dolorosa elaborazione del lutto, bensì con un processo in tribunale durante il quale il sedicente Valentino si dovrà difendere dall’accusa di “Sostituzione di persona”. Pare assurdo al giorno d’oggi che le persone si facciano frodare da un immagine social, ma questo caso così come quello del diciassettenne ingannato dal pedofilo, mostrano che c’è ancora bisogno di allertare gli utenti Facebook dagli account fake.

F.S.