Mogadiscio, torna l’incubo: strage kamikaze in centro – VIDEO

(Twitter)

Drammatico il bilancio delle vittime dell’esplosione di un camion-bomba nel centro della capitale somala Mogadiscio. In un primo momento, si parlava di dodici morti, poi aumentati ad almeno venti. Il bilancio si è via via aggravato e ora si parla di 300 vittime e altrettanti feriti, alcuni gravissimi. Purtroppo, però, si tratta comunque di un bilancio provvisorio. Infatti, sono decine le persone rimaste ferite nell’esplosione che sono gravissime. Il camion è esploso in un incrocio affollato in pieno centro a Mogadiscio, nei pressi del Safari Hotel. Le conseguenze di quanto accaduto sono state riferite dalla Cnn, che ha fatto riferimento al colonnello della polizia Ahmed Hassan. In base alla ricostruzione fatta dall’alto militare, le forze di sicurezza, informate della presenza del veicolo sospetto, hanno intrapreso un inseguimento per le strade di Mogadiscio, non riuscendo però a impedire che alla fine il camion esplodesse tra la folla. Altissime le fiamme, poi la colonna di fumo, che si sono alzate nella capitale somala. Un video coi primi soccorsi è stato girato e postato su Twitter da un giornalista locale.

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Purtroppo, l’escalation di violenza si è intensificata negli ultimi tempi: a giugno, un kamikaze ha fatto esplodere l’autobomba che stava guidando all’esterno di un ristorante a Mogadiscio, capitale del tormento Paese africano. Successivamente, è iniziato un conflitto a fuoco tra forze di sicurezza e un gruppo di terroristi islamici al Shabaab, i quali dopo l’attentato si sono asserragliati nel ristorante ‘Pizza House’, prendendo in ostaggio alcune persone. Lo scorso anno, un attacco contro civili messo in atto per uccidere quante più persone possibili è stato portato a termine dai terroristi di Al-Shabaab in un hotel e in un ristorante della capitale somala. La Somalia, nei mesi scorsi, ha dovuto fare i conti con una vicenda estremamente grave: Abbas Abdullahi Sheikh Siraji, 31 anni, ministro per i Lavori pubblici, è stato ucciso nei pressi del palazzo presidenziale di Mogadiscio, per errore dalle guardie di un altro alto funzionario.

GM