Relazione segreta con una 14 enne, muoiono entrambi

Omicidio
(Websource/Gofundme)

Il caso sull’omicidio di Tristan Dilley (14 anni), giovane e nota cheerleader di Buna (Texas), aveva portato gli investigatori a sospettare del suo amante Paul Adams (19 anni). I due ragazzi, infatti, avevano da tempo una relazione segreta illecita (per via della minore età della ragazza) che di recente un parente di Tristan aveva scoperto. il successivo suicidio di Paul aveva fatto pensare che il caso fosse risolto: la pistola usata per entrambi i delitti era la stessa, in casa di Tristan non c’erano segni di effrazione (dimostrazione che l’omicida era conosciuto dalla ragazza), e sul luogo del delitto erano presenti numerose tracce di dna del ragazzo. Inoltre c’era pure il movente dato che il parente della ragazza che aveva scoperto la relazione aveva ordinato loro di terminarla.

Sebbene per la polizia non ci siano elementi per continuare l’indagine, alcuni dubbi sono emersi dalla lettura della lettera del suicida. Nello scritto, infatti, il ragazzo si rivolge a tutti quelli che lo ritengono colpevole dell’omicidio della ragazza: “So cosa state pensando, ma io non l’ho uccisa. Amavo Tristan con tutto il mio cuore. So che non ci saremmo dovuti nascondere e so anche che lei aveva 14 anni ed io 19, ma questo non ci interessava. Ci prendevamo cura l’uno dell’altra in maniera così profonda”. Nella lettera, Paul ammette di essere andato a casa di Tristan la sera in cui è stata uccisa, ma scrive anche che un uomo di cui non conosce l’identità ha fatto irruzione. Pensando che si trattasse del padre della ragazza, Paul si è nascosto nel bagno e da lì ha visto quest’uomo sui 50 anni che sparava ed uccideva la sua amata.

Le affermazioni del ragazzo, però, non trovano alcun riscontro nelle prove raccolte dalla polizia: sul luogo dell’omicidio non ci sono impronte o tracce di dna del presunto omicida, secondo questa versione, inoltre, non è chiaro per quale motivo abbia ucciso la ragazza, ne come mai l’arma del delitto sarebbe entrata in possesso del ragazzo. Per tanto il portavoce della polizia esclude categoricamente che il ragazzo non abbia commesso l’omicidio e ricorda alla stampa come Paul: “Abbia rovinato la vita a due famiglie: la sua e quella della ragazza che ha ucciso”. Questo omicidio è l’ennesimo in un breve lasso di tempo che vede un giovane uccidere la persona che dice di amare perché impossibilitato a vederla: in Italia, ad esempio, quest’estate abbiamo vissuto il dramma di Noemi Durini e Lucio Marzo.

F.S.