Genitori

(Websource/Mirror)

Starr Richards e Gareth Johnson sono due giovani genitori gallesi residenti a Newport che stanno vivendo una tragedia che va oltre ad ogni immaginazione: la loro bambina ha sviluppato nel corso della gravidanza un deficit congenito raro ed i medici sono stati costretti ad indurre il parto dopo soli 6 mesi di gestazione, il che implica che la piccola sarebbe rimasta in vita per sole 27 ore.

La terribile scoperta è stata fatta al Royal Gwent Hospital durante un controllo di routine: dalle analisi è emerso che la piccola Emily aveva un difetto congenito conosciuto come triploidia, un disturbo cromosomico che comporta che il bambino abbia un set cromosomico aggiuntivo che non gli permette di sopravvivere alla nascita. Subito dopo il parto, i medici hanno lasciato i due genitori affranti in una sala speciale adibita a situazioni di questo tipo, in cui questi hanno potuto costruire dei ricordi con la propria piccola.

Durante le poche ore a disposizione con la bambina, i due giovani genitori hanno pensato ad abbracciarla, a parlarle e a scattare delle foto che servano sia da ricordo di una figlia andata via troppo presto sia come monito per gli altri genitori sui rischi relati alle gravidanze. Proprio a questo scopo Starr, la madre di Emily, ha voluto raccontare ai media quelle poche ore in compagnia della figlia: “Era talmente piccola quando è nata, la mia bellissima femminuccia. Io voglio che il mondo sappia quanto era bella, quanto fosse adorabile”.

La donna, quindi, aggiunge un ringraziamento allo staff che li ha accompagnati durante il parto ed il successivo lutto: “Siamo stati veramente molto fortunati di avere un’ostetrica molto, molto brava, specializzata nell’accudire le persone in lutto, è stata veramente eccezionale”. Le parole di Starr sono dei fendenti al cuore, ma servono a sensibilizzare l’opinione pubblica su simile tragedie, facendo capire a tutti come anche in una simile situazione si possa trarre un’insegnamento positivo, qualcosa da cui trarre beneficio.

F.S.