Trapani

(Websource/Archivio)

Dopo la scossa che questa mattina ha messo paura agli abitanti di Siracusa, la terra continua a tremare sull’Isola più grande d’Italia: intorno alle 16 una scossa di magnitudo 3.0 è stata avvertita a Trapani. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) la scossa è stata di magnitudo 3.0 con ipocentro a 24 chilometri di profondità (queste le coordinate: lat 37.61, long 12.37) e l’epicentro della scossa è stato a 20 chilometri dalla costa trapanese, tra Mazara del Vallo e Marsala. Esattamente come il terremoto di questa mattina, anche quello avvertito a Trapani (dal lato opposto della Sicilia) sembra non aver causato danni a cose e persone.

La Sicilia, come risaputo, è una regione ad alta attività sismica per via della vicinanza con la zolla Africana, il che rende normale la presenza di continue scosse di assestamento. Il timore è che si possa verificare una scossa dalla violenza devastante come quella che ha devastato l’isola campana di Ischia lo scorso Agosto. A differenza, però, della zona orientale dove Catania e Siracusa sono ad alto rischio sismico ed in passato hanno subito diversi terremoti devastanti nel corso della storia, la costa Trapanese non presenta una storia sismica rilevante (unico strumento utile a prevedere l’insorgenza di scosse potenzialmente devastanti).

L’unico terremoto di grossa entità che ha colpito la zona del trapanese, infatti, è relativamente recente e si è verificato nella zona di Belice: era il gennaio del 1968 quando un sisma di magnitudo 6.1 colpiva la zona causando danni diffusi in tutto il trapanese, in particolar modo l’area tra Segesta e Calatafimi. Per il resto la città della Sicilia occidentale risente di riflesso delle scosse che si verificano nel Tirreno meridionale a nord di Palermo o di quelle che si verificano con maggiore frequenza nella parte nord orientale dell’isola che, come detto sopra, è maggiormente soggetta a terremoti.

F.S.