Ragazza in un lago di sangue, il padre: “Neanche gli animali si comportano così”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:54
Ragazza aggredita
(Websource/Archivio)

La sofferenza, la rabbia e la paura per le condizioni in cui si trova la figlia hanno portato il padre della ragazza aggredita a Montelupo a reagire con violenza alla presenza degli amici della figlia in ospedale di Empoli in cui è ricoverata. I quattro ragazzi si presentano all’ingresso del reparto durante le prime ore della mattina, i due poliziotti di piantone li fermano e chiedono loro i documenti. Tra questi c’è il fidanzato della ragazza che spiega agli agenti che la sera prima erano stati assieme, informazione che genera una domanda secca e tendenziosa dei poliziotti: “Perché non sei venuto a raccontarcelo stamattina?”, il ragazzo si giustifica: “Ma io sono andato in palestra, che ne sapevo?”.

In pochi istanti la situazione degenera, il padre della ragazza si avvicina al fidanzato come una furia e gli grida contro: “Lo capisci, che lei ora è in terapia intensiva? Che è grave?”, il fratello dell’uomo ed i poliziotti li allontanano e calmano la situazione. A questo punto il padre dice ai ragazzi: “Massacrata, me l’hanno massacrata con una cattiveria che nemmeno a un animale. Ha un occhio tumefatto, ma per ora il sanguinamento al cervello si è fermato. Le hanno fatto la tac, ma ancora non ha ripreso conoscenza”. In seguito al diverbio, i poliziotti portano il fidanzato della vittima in centrale, mentre gli altri tre amici si siedono su una panchina in disparte, in attesa di buone notizie.

Più tardi il padre della ragazza si avvicina agli amici della figlia, ne prende in disparte uno e con calma gli spiega la situazione, si giustifica per la reazione esagerata avuta prima (il timore di perdere la figlia gli ha scatenato una rabbia incontenibile) quindi comunica loro con gioia che i medici hanno intravisto un miglioramento, che c’è speranza che si riprenda. I giovani rimangono un altro po’ ed alla fine si congedano salutando i parenti della loro amica in modo cordiale.

Nel frattempo le forze dell’ordine hanno continuato le indagini ed hanno preso possesso delle registrazioni delle telecamere che danno sull’esterno della discoteca ‘Jump’, in cui la ragazza e gli amici avevano passato la serata. Le registrazioni serviranno a ricostruire gli eventi che hanno portato all’aggressione che si è verificata all’interno del parco di Montelupo. La scientifica ritiene che le ferite della ragazza siano state causate da un oggetto contundente, per tal motivo stanno facendo esaminare un martello trovato a poca distanza da dove si trovava la ragazza. Sull’attrezzo, però, non sono state trovate tracce di sangue e si pensa che l’aggressore abbia potuto utilizzare una pietra.

F.S.