Reggio Emilia: barista muore nel letto, indagate tre persone

Barista
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C’è stato un importante sviluppo sull’indagine per omicidio che la procura di Reggio Emilia ha aperto sulla morte di Sara Teneggi, barista di 29 anni trovata morta all’interno dell’abitazione della madre e del compagno di quest’ultima. Il sostituto procuratore Stefania Pignozzi, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati tre sospetti: si tratta dei due uomini che si trovavano con Sara subito prima della sua morte improvvisa, accusati di omissione di soccorso, ed di un terzo soggetto indagato per aver fornito le sostanze stupefacenti che potrebbero averne causato la morte. Per quest’ultimo le accuse a carico sarebbero morte in conseguenza di altro reato e detenzione di sostanze stupefacenti al fine di spaccio.

La prima accusa potrebbe cadere in seguito all’autopsia sul corpo della barista. Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, infatti, domenica scorsa Sara avrebbe detto agli amici che stava andando a riposare perché non si sentiva bene e sarebbe morta sul letto proprio in conseguenza dell’assunzione di sostanze stupefacenti. L’esame autoptico, dunque, servirà ha confermare la causa del decesso e le ipotesi degli inquirenti.

Il caso di Sara Teneggi ricorda molto da vicino quello di un’altra barista trovata morta per overdose nel proprio letto: i fatti risalgono al 2015, Sabrina Vieceli, barista ventottenne di Belluno era in ferie poiché il locale in cui lavorava era chiuso per ristrutturazione. Un giorno i genitori hanno provato a rintracciarla disperatamente e la ragazza non ha mai risposto al telefono, così si sono decisi a controllare nel suo appartamento e l’hanno trovata priva di vita. Dall’esame autoptico si è scoperto che causa della morte era un’overdose da droga. A differenza di quel caso, in quello di Sara il pusher è già stato individuato dalle forze dell’ordine e se l’autopsia darà conferma dei loro sospetti, il caso verrà chiuso con l’incarcerazione dell’uomo che ne ha procurato indirettamente la morte.

F.S.