Sallusti: “Asia Argento non sei vittima, sei complice di uno stupratore”

Asia Argento
Asia Argento (Websource/archivio)

Qualche giorno fa Asia Argento aveva denunciato Libero per gli articoli e i titoli proposti sul suo caso, quello dello stupro subito da parte di Harvey Weinstein nel 1997. Ora è il direttore di un altro giornale che in questi giorni non ha risparmiato critiche all’attrice italiana a parlare in tv ed esprimere forti riserve nei suoi confronti.

Dopo aver denunciato in un’intervista al New Yorker di essere stata violentata, Asia Argento è stata attaccata da più parti soprattutto da altre donne dello spettacolo (alla faccia della solidarietà femminile). Ma anche i giornali non sono stati da meno. Alessandro Sallusti, ospite della trasmissione Matrix, non va molto per il sottile: “Tra i motivi per cui non è uscita da quella stanza d’albergo e non è andata alla polizia a denunciare il tutto c’è il fatto che pensava evidentemente di trarre benefici professionali dal fatto di essere la sua amante. Dunque denunciare tutto a 20 anni di distanza e dopo che è scoppiato lo scandalo io lo trovo un po’ vigliacco oltre che triste perché tu in tutti questi anni allora sei stata complice di quell’uomo. Non denunciandolo subito hai permesso a quest’uomo di avere questi atteggiamenti con altre donne”.

Sallusti ha poi aggiunto: “Nessuno giustifica la violenza. Ma va ricordato che Asia Argento dopo quell’episodio è stata la sua amante per anni e nel frattempo ha fatto una grande carriera cinematografica. Se subisci una violenza vai alla polizia, non diventi famosa e fai i soldi”.

La Argento aveva risposto a caldo su Twitter: “Siete tutti dei mostri”. Poi ha argomentato le sue ragioni: “‘Perché non avete parlato prima?’, ci chiedono. Perché Harvey Weinstein era il terzo uomo più potente di Hollywood. Ora è diventato il duecentesimo e il suo potere e la sua influenza si sono sensibilmente ridotti. Io mi sono opposta dieci, cento, mille volte a Harvey Weinstein. Mi ha mangiata. Un orco in mezzo alle gambe è un trauma. Io ero una ragazzina”.