Il figlio muore, la mamma: “Usano le sue foto in pagine porno”

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(Websource/Archivio)

La storia di Michael Groppello è di quelle che fanno male: questo ragazzo aveva appena compiuto 20 anni quando, a causa di un’incidente stradale sulla tangenziale di Mestre, è morto. Nella sua giovane esistenza, Michael si era dedicato agli studi, ma la sua grande passione era il calcio e crescendo era un grandissimo tifoso di quel Venezia fc che Filippo Inzaghi ha portato in due anni dalla serie dilettanti alla serie B. Durante questi due anni trionfali il ventenne di Marghera non si era perso nemmeno una partita (sia in casa che in trasferta) e da tempo era ormai una delle voci che stimolava il tifo organizzato.

A raccontare la vita di questo ragazzo alla stampa è stata la madre Monia, scossa da quanto accaduto recentemente su Facebook: qualcuno ha rubato le sue foto per fare un falso profilo con contenuti erotici. La donna spiega come la pagina Facebook del figlio fosse uno strumento di consolazione per lei ed il marito che, attraverso quella finestra sul mondo del figlio, potevano vedere l’affetto che i suoi amici provavano nei suoi confronti e rivivere stralci di quegli anni vissuti insieme: “Poco dopo la morte di Michael, la pagina personale di mio figlio è stata trasformata in commemorativa senza che nessun familiare lo richiedesse. Certo sarebbe stato bello poter continuare a leggere i messaggi che arrivano anche in privato ma a noi, alla fine, andava bene lo stesso perché si potevano ugualmente vedere le sue foto ed i suoi post. Una grande fetta della sua e della nostra vita che sarebbe rimasta a disposizione di tutti”.

Lo scorso 23 settembre Monia si è accorta che qualcuno aveva creato un falso profilo utilizzando le foto del figlio, così ha contattato Facebook affinché chiudessero la pagina fake che sporcava la memoria del figlio, ma due giorni dopo si è trovata di fronte ad un’altra cattiva sorpresa: “Pensavo che bastasse questo per bloccare il profilo pirata ,a dopo due giorni, era il 25 settembre, mi sono trovata il profilo in memoria di Michael Groppello disabilitato, chiuso da Facebook dicendo che lui si era finto, un’altra persona”. La donna si chiede il motivo di quella decisione, come abbia una persona morta fingersi un’altra e non si rassegna alla chiusura dell’account, suo ultimo appiglio a quella vita condivisa con il figlio.