Noemi Durini, si cercano indizi nelle chat con Lucio

Noemi Durini
(Websource/Archivio)

Si continua ad indagare sull’omicidio di Noemi Durini, la ragazza di 16 anni uccisa dal fidanzato Lucio Marzo lo scorso 3 settembre a Specchia (Foggia). Qualche giorno fa la madre della giovane vittima ha ritrovato un telefono cellulare che la figlia usava per chattare e per scambiarsi messaggi proprio con Lucio. E ora gli inquirenti si stanno concentrando proprio su quell’iPhone alla ricerca di tutto ciò che i due giovani si sono detti nei giorni e nelle ore precedenti all’omicidio. Noemi utilizzava quel telefonino fin dal giugno scorso e ora la magistratura disporrà sul dispositivo accertamenti tecnici per “riscontrare l’effettiva disponibilità del telefonino da parte della vittima in un’epoca prossima ai fatti oggetto di indagine” ed eventuali “riscontri tra vittima e indagato in un’epoca precedente all’omicidio” per “ricostruire l’esatta dinamica degli eventi e tutte le circostanze relative ai fatti di reato”.

Questa novità ha rappresentato un nuovo elemento di scontro tra le due famiglie. Infatti da un lato i genitori di Noemi credono che da quel telefonino emergerà quanto Lucio fosse violento ed aggressivo con la figlia. D’altro canto i genitori del reo confesso sperano di trovare le prove della teoria difensiva che ripetono da giorni; del fatto cioè che Noemi volesse uccidere tutta la famiglia di Lucio e stesse pianificando da tempo lo sterminio.

Nel frattempo in queste ore proprio il papà di Lucio è tornato all’attacco: “Ammetto di avere avuto un sentore, quando facevo a mio figlio domande dirette su che fine avesse fatto Noemi lui non mi rispondeva ed abbassava la testa … non me l’ha mai detto a chiare parole cosa avesse fatto, non c’è mai stata una vera e propria ammissione di colpa. Lui ha ucciso Noemi per salvare la famiglia. Voleva che lei ci lasciasse in pace. Questi ragazzi hanno avuto una vita rovinata dai grandi, questi ragazzi non hanno colpa …!”.

F.B.