Brasile: turista italiano mangia i frutti di mare e muore in vacanza

(Websource/Archivio)

Per la famiglia Bartolucci la chiamata del Consolato italiano in Brasile è stata come un fulmine a ciel sereno: Roberto come ogni anno era andato a Fortaleza per una ventina di giorni per un periodo di relax dopo il compleanno. Dal Consolato facevano sapere che il loro caro aveva accusato un malore: “Suo figlio si è sentito male, lo hanno ricoverato in ospedale”, ma pochi minuti dopo un’altra telefonata sembrava scongiurare il pericolo: “Lo hanno trasferito in una clinica privata, dove lo cureranno meglio. Questo è il numero…”.

Il timore per quel malore improvviso, però, non era passato, la madre era in apprensione e voleva a tutti i costi che dalla clinica le confermassero che il suo Roberto stava bene, così ha chiamato, ma invece di ricevere una buona notizia ha sentito le parole che nessuna madre vorrebbe che le dicessero: “Roberto Bartolucci è morto poco fa”. A raccontare la triste vicenda di quest’uomo è la sorella gemella Raffaela che spiega ai media come qualche giorno prima niente lasciasse presagire una simile sventura: “Era lì dal 2 ottobre e sarebbe rientrato a Mestre il 25. Stava bene”.

Raffaella, avvocato di Mestre, spiega che lo scorso 24 settembre lei ed il suo gemello avevano festeggiato i 50 anni assieme e che una settimana dopo, il fratello era partito alla volta del Brasile come faceva ogni anno. Tutto, insomma, andava come al solito e il prossimo 25 ottobre Roberto doveva tornare in Italia. A quanto pare il turista italiano si sarebbe sentito male dopo aver mangiato dei frutti di mare in un chiosco sulla spiaggia: Roberto ha avvertito un forte mal di pancia che in un primo momento poteva sembrare una normale gastroenterite, ma poi le sue condizioni sono peggiorate ed è stato portato in ospedale, a quel punto la malattia aveva già fatto il suo decorso e non c’era nulla da fare. Secondo l’esame autoptico si è trattato di un attacco di setticemia.

La setticemia o sepsi, è una conseguenza letale di un’infezione che porta alla putrefazione dell’organo o dell’arto colpito. Sebbene sia raro che si giunga a questo punto (almeno ai giorni nostri) non è impossibile e le cause possono essere varie: nel 2015 a morire per un caso simile era toccato ad un sedicenne del Colorado.

F.S.