Braccia e gambe amputate subito dopo il parto

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Lindsey Hubley e la sua famiglia (Websource)

Il momento più bello della propria vita trasformato in una tragedia, un vero e proprio incubo senza fine. E’ quanto accaduto alla povera Lindsey Hubley, una donna canadese di 33 anni che lo scorso marzo ha dato alla luce il suo bimbo, Myles. Tutto sembrava essere andato per il meglio e visto lo stato di buona salute di mamma e figlio entrambi sono andati a casa dall’ospedale dopo pochi giorni. Una volta rientrati nella propria abitazione, quando la nuova vita a tre doveva iniziare per davvero è invece cominciato un calvario inimmaginabile.

Lindsey improvvisamente si è sentita male e, in preda a dolori atroci, è tornata subito in ospedale per farsi visitare. La 33enne era a un passo dalla morte a causa di una grave infezione che le aveva provocato una fascite necrotizzante. I medici per salvarle la vita l’hanno messa in coma indotto e poi alla fine hanno dovuto amputarle le gambe e le braccia. La donna da marzo ad ora è stata sottoposta a quindici interventi chirurgici e ora ha bisogno assoluto di un trapianto di fegato e cure continue. Per questo la famiglia ha aperto una pagina di raccolta fondi sul sito GoFundMe che al momento ha già raccolto circa 100mila dollari.

Il legale della donna ha denunciato l’ospedale e i cinque medici coinvolti nel parto della donna. Secondo la famiglia Hubley infatti la tremenda infezione che l’ha colpita è stata causata da errori umani dei medici nei momenti immediatamente successivi al parto e anche nelle prime fasi del nuovo ricovero, quando la 33enne è tornata in ospedale in preda a dolori lancinanti e i medici non hanno compreso subito cosa avesse.

Lindsey e suo marito hanno voluto ringraziare pubblicamente tutti quelli che li hanno sostenuti esprimendo però un grande rammarico per quanto accaduto e per aver passato in ospedale i primi 7 mesi di vita del loro bambino.

F.B.