Marco Della Noce (ritaglio video)

Per anni è stato uno dei volti più noti e amati di Zelig: tutti lo ricordano infatti nei panni del meccanico Ferrari. Ma ora Marco Della Noce sta vivendo un dramma. Infatti è stato sfrattato nei giorni scorsi dalla sua abitazione di Lissone, in condizioni economiche decisamente precarie, ed è stato costretto a rivolgersi ai servizi sociali. Egli stesso ha raccontato al quotidiano ‘Il Giorno’: “Mi hanno promesso che nei prossimi giorni cercheranno di trovare una sistemazione. Nel frattempo dovevo arrangiarmi. Mai avrei pensato che dopo trentacinque anni trascorsi a fare ridere la gente mi sarei trovato a piangere per una situazione veramente difficile che non auguro a nessuno”.

Per Marco Della Noce i guai sono iniziati dopo la separazione dalla moglie e il pignoramento della partita Iva per pagare gli alimenti a lei e ai figli. Quell’episodio il cabarettista lo ricorda benissimo: “Stavo girando una scena con Massimo Boldi, quando mi comunicarono dell’avvenuto pignoramento. Un fulmine a ciel sereno. Un provvedimento che ha avuto conseguenze tanto che ha quasi azzerato la mia visibilità professionale. Le televisioni e le agenzie mi hanno chiuso la porta in faccia così come molti colleghi hanno preferito ignorarmi. Fortunatamente qualcuno mi è rimasto vicino. I giudici mi hanno segato il futuro lavorativo. Non potendo lavorare non posso neppure fare fronte alle richieste di mia moglie alla quale avevo chiesto anche di rivedere il mantenimento visto le condizioni in cui mi trovavo. Ai giudici ho presentato un ricorso di cui attendo ancora il responso”.

La depressione e l’aiuto degli amici

Da quel momento in poi, Marco Della Noce, classe 1958, precipita praticamente in un abisso: “Soffro di una depressione e in questo momento sono in cura presso l’ospedale di Niguarda. Sto vivendo un dramma interno che mi lacera. Fortunatamente ci sono i miei tre figli ai quali voglio un bene dell’anima. Sono loro la vera forza che mi fa andare avanti”. Provano ad aiutarlo gli amici del Bar Real di Lissone: “Mi hanno prenotato una notte in un albergo della città. Non so proprio come ringraziarli. È la prima volta che mi trovo in una situazione del genere”. Dalla sua parte anche Renato Aprile, vicepresidente dell’associazione Papà Separati Lombardia Onlus: “Purtroppo i papà separati rappresentano i nuovi poveri della nostra società. Mogli pretenziose e l’accanimento dei giudici creano delle situazioni veramente drammatiche. Quella vissuta da Marco Dalla Noce non è purtroppo che una delle tante vicende di cui ci occupiamo ogni anno”.

GM