Morte assurda per Nicolina, ora i giudici accusano la madre: “Lei dov’era?”

Nicolina
Nicolina Pacini (Facebook)

Non trova ancora pace Nicolina Pacini, la 15enne uccisa con un colpo di pistola in volto da Antonio Di Paola ex fidanzato della madre in seguito morto suicida il 20 settembre scorso a Ischitella (Foggia). Infatti adesso le accuse che sua madre aveva rivolto ai servizi sociali e ai giudici del tribunale minorile si stanno ritorcendo contro la donna che, già molto criticata in passato per la sua eccessiva presenza sui social anche mentre la figlia era in coma, non ne esce molto bene.

il presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari, Riccardo Greco, ha parlato così all’Ansa: “I bambini (Nicolina e suo fratello, n.d.r.) erano stati affidati ai servizi sociali di Ischitella (Foggia) e collocati presso i nonni con la madre. L’unica ad aver violato il provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Firenze è proprio la mamma, che li ha lasciati ed è andata via (a Viareggio dall’ex marito, n.d.r.)”.

Una versione ben diversa da quella fornita dalla donna e dai suoi legali. L’avvocato Gelsomina Cimino sostiene infatti che il provvedimento datato 1 ottobre 2013 del Tribunale per i Minori di Firenze “consacra la responsabilità dei servizi sociali e dei Tribunali. Nicolina doveva essere protetta e quella mattina non doveva trovarsi là dove ha incontrato l’assassino, già denunciato e già conosciuto per i suoi gesti estremi”.

In realtà, replica ancora il tribunale dei minori, quando è stato preso il provvedimento di affido ai nonni insieme alla madre, la donna doveva ancora iniziare a frequentare Di Paola, l’uomo che poi avrebbe ucciso Nicolina. “Della successiva situazione di pericolo – spiega dunque il presidente Greco – il Tribunale per i Minorenni di Bari non è mai stato informato” e per questo non ritiene di aver alcuna colpa in merito.

F.B.