Berlusconi, al via campagna elettorale: “Aiutare chi ha bisogno” – VIDEO

(ELIANO IMPERATO/AFP/Getty Images)

Silvio Berlusconi, durante una visita a Casamicciola, il comune ischitano colpito in modo più grave dal terremoto dello scorso agosto, ha di fatto avviato la sua campagna elettorale. Queste le parole per annunciarla: “Sono impegnato a Ischia a un convegno che ha un titolo esplicito: siamo pronti a governare”. Ancora una volta, l’ex premier ha lanciato le sue proposte, spiegando che “se non ho la maggioranza io mi ritiro, perché è colpa degli italiani se non sanno giudicare chi è capace da chi invece non ha mai fatto niente”. In cima ai suoi impegni, c’è il tema delle pensioni: “Serve un aiuto maggiore a chi ha bisogno. Io avevo già portato a un milione di vecchie lire le pensioni sociali, ora penso che sia necessario portarle a 1.000 euro per 13 mesi”, ha detto Berlusconi parlando a Capri ai giovani imprenditori di Confindustria.

Quindi ha annunciato: “Serve una pensione anche a quelle persone che lavorano di più, al sabato, alla domenica, la sera e la notte… sempre: le mamme”. Il rapporto con Matteo Salvini, invece, continua a essere costellato di affinità e divergenze: “Uscire dall’euro non è possibile, ci costerebbe troppo. So che Salvini ha cambiato idea e quando ci vedremo, avremo una certa facilità a trovare un accordo su un programma definitivo”. Berlusconi assicura comunque che l’accordo con il leader del Carroccio e con Giorgia Meloni c’è e si basa su un rapporto paritario: “Tre ministri politici a Forza Italia, tre alla Lega e tre a Fratelli d’Italia”.

Il programma di coalizione, dice Berlusconi, “è stato proposto da me ad Arcore all’attenzione di Salvini e Meloni che lo hanno approvato totalmente. Dobbiamo vederci la settimana prossima a un tavolo per definirlo”. Si può semplificare, sottolinea l’ex premier, con tre meno e due più: “Meno tasse, meno Stato, meno vincoli dall’Europa, più tutela di chi ne ha bisogno, più garanzie per ciascuno”. Il leader di Forza Italia resta convinto che questo sia un Paese da cambiare: “Oppressione giudiziaria, oppressione fiscale, oppressione burocratica: questo è un Paese da cambiare c’è una oppressione, anzi, diciamolo in modo più chiaro: una dittatura giudiziaria”. Secondo Berlusconi, “siamo tutti nelle mani di chi a un certo punto può avercela con noi, per un fatto personale, un fatto ideologico, o un fatto politico”. Infine, conclude con l’esempio personale: “Io sono un campione della resistenza. Nessuno mi batte, nemmeno in un altro pianeta a milioni di chilometri: ho avuto 3.637 udienze. Questa è la giustizia con cui dobbiamo fare i conti”.

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GM