Retinoblastoma, l’orribile male che ha colpito il piccolo Marco

Retinoblastoma
Marco a destra con suo fratello Luca (Websource/archivio)

Marco è un bambino di soli 3 anni e mezzo che ha cominciato la sua grande lotta con il tumore. Il piccolo è affetto da retinoblastoma, una particolare patologia maligna che si diffonde maggiormente proprio in età pediatrica e colpisce gli occhi. I genitori Michela Menichelli e Michele Ceppitelli, da Perugia, restano al suo fianco, assieme al fratellino Luca di 7 anni. Tutto era emerso in seguito ad una visita oculistica nel marzo del 2015, esattamente un anno dopo la nascita di Marco. A raccontare la storia sono gli stessi coniugi Ceppitelli, i quali parlando di un parto senza alcun problema in seguito al quale però erano emersi dei dubbi da parte del pediatra, poi confermati dall’oculista.

Comincia la grande battaglia

Senza che ancora nulla fosse ufficializzato, viene organizzato un ricovero all’ospedale ‘Le Scotte’ di Siena, nel reparto di Oncoematologia pediatrica. Gli occhi del piccolo Marco vengono controllati in narcosi visto che lui è troppo piccolo e non si dimostra particolarmente collaborativo per una visita consueta. I prelievi di sangue e l’elettrocardiogramma alla fine confermano la presenza del terribile tumore agli organi visivi. Il retinoblastoma di cui soffre colpisce un bambino ogni 15mila, e nel caso specifico di Marco la malattia si trovava già al quinto stadio. Se avesse raggiunto il nervo ottico, il bambino avrebbe rischiato seriamente di morire. Per fortuna la risonanza magnetica aveva scongiurato tale scenario, ma da allora si combatte contro questo mostro, attraverso estenuanti cicli di chemioterapia.

Retinoblastoma, il male è arginato

Il ‘Le Scotte’ di Siena è l’ospedale specializzato e meglio attrezzato per la lotta al retinoblastoma, grazie all’equipe medica presieduta dalla dottoressa Doris Hadjistilianou. La mamma di Marco la definisce “una donna eccezionale, che cura ogni bambino come se fosse suo figlio. Il mio piccolo ha svolto delle chemio con un sistema meno invasivo rispetto a quello consueto, anche se era più rischioso dal momento che partiva dall’arteria femorale per arrivare all’occhio malato”. Il bimbo ha sostenuto sei chemioterapie, ognuna della durata compresa fra le 3 e le 4 ore. E per ognuna si rendeva necessari passare tre giorni lontano da lui. La situazione adesso si è stabilizzata e la malattia si sta riducendo dopo essere stata resa calcifica, ma Marco e la sua famiglia non possono fermarsi ora. E sempre per un terribile male se n’è andato nei giorni scorsi un ragazzo che regalava sogni e felicità su YouTube.

S.L.