Bimbo schiacciato dalla tv, il senso di colpa divora il padre

bambino morto

Non riesce a darsi pace il padre del bambino morto schiacciato dalla tv a Leverano, in provincia di Lecce. L’incidente è avvenuto due giorni fa, e da allora via Catone, la strada dove risiede la famiglia dello sfortunato piccolo, è presieduta dagli agenti della Polizia Municipale e dai Carabinieri per mantenere l’ordine e tenere alla larga i curiosi, mentre gli inquirenti proseguono senza intralci il loro lavoro. Danilo, il padre del bambino morto, afferma di provare tormento e senso di colpa per essere andato a lavorare.

Bambino morto, il papà non si dà pace

Secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, il bimbo stava provando ad accendere la televisione su un carrello basso sul quale si trovava la televisione, quando questa gli è franata addosso. In casa c’era la giovane madre Annalisa, che subito ha allertato i soccorsi. Il dispositivo non era di fattura moderna, si trattava di un vecchio modello a tubo catodico, molto pesante, che ha schiacciato il bambino con tutta la sua massa. I sanitari del 118 accorsi sul posto non hanno potuto fare niente per salvare la piccola vittima. La madre è stata ricoverata a sua volta in stato di choc e sono giunti anche i carabinieri della scientifica.

Il dolore è insopportabile

L’uomo domanda a se stessa in preda allo sconforto più totale perché non è rimasto a casa, tenendosi le mani tra i capelli e sapendo che da ora in avanti dovrà convivere con la dura realtà, senza più il figlioletto per casa. E tutto è così difficile da accettare: “Perché sono andato a lavorare”, dice Danilo, piangendo. E lo stesso fa la nonna, affermando che il suo piccolo Giorgio non andrà più da lei.

S.L.