Cancro ai polmoni, arriva in Italia il farmaco capace di debellarlo

cancro ai polmoni

Il prodotto farmaceutico contro il cancro ai polmoni ha ricevuto il via libera da parte dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco nell’utilizzo dello stesso all’interno delle prime terapie da intraprendere per contrastare le neoplasie del polmone in alcuni casi specifici. Il riferimento è a quando ad esempio non è possibile procedere con un intervento chirurgico e bisogna fare esclusivo affidamento alla chemioterapia. Ma da oggi il Keytruda, questo il nome del farmaco, può rappresentare un’arma in più per cercare di arginare i devastanti effetti del cancro ai polmoni. Questo prodotto è nello specifico un anticorpo monoclonale, che ha fatto registrare risultati ottimi e mai conseguiti prima in passato anche nei casi definiti incurabili. E per la prima volta, da 40 anni a questa parte, con il Keytruda è stato possibile riuscire a far si che soltanto le cellule neoplastiche fossero aggredite da questo farmaco ‘intelligente’, preservando invece tutte le altre e potenziando il sistema immunitario dei pazienti ammalati. Il Keytruda è in grado di riconoscere e debellare le cellule maligne, ed il prossimo passo sarà rendere pienamente operativa in futuro la tipologia di cura che prevede l’assunzione del medicinale in sostituzione delle pesanti chemio.

Cancro ai polmoni, il farmaco che lo distrugge agisce così

Il Keytruda agisce in modo tale da risvegliare il sistema immunitario reso inefficace dal cancro ai polmoni e rendendo operative le difese naturali del paziente, stimolando a riconoscere le cellule neoplastiche inducendole all’autodistruzione. Con la riattivazione dei linfociti T, le cellule presenti in condizioni normali nel nostro sangue per fare da scudo contro eventuali malattie ed infezioni, e che il tumore distrugge, vengono spinte a stoppare la crescita delle loro omologhe maligne dalle quali il tumore stesso prolifera. Nel volgere di non molto tempo questo si riduce per poi tendere a sparire. Addirittua gli anticorpi monoclonali hanno fatto si che alcune neoplasie svanissero del tutto, infatti. E da 10 anni vengono usare pure per la cura dei cosiddetti tumori ‘solidi’, dopo aver dimostrato tutta la loro efficacia contro forme di leucemia, mieloma e linfoma. Anche il melanoma, che un tempo presentava un tasso di mortalità del 90%, può essere mitigato. A sostegno di ciò c’è anche uno studio pubblicato sulla rivista di settore ‘Lancet Oncology’ su un campione di 300 pazienti affetti da cancro ai polmoni anche in fase avanzata. Dopo un anno di trattamento il 70% dei malati dichiarati incurabili, si presentava in buone condizioni rispetto alla rimanente percentuale alla quale era stata applicata la sola chemioterapia. Ulteriori sperimentazioni vanno avanti, ma questa buona notizia non può che rappresentare una svolta per il futuro. Il cancro in generale purtroppo continua a colpire ancora tanta gente, tra cui numerosi giovani e giovanissimi.

S.L.