Vittime di stalking condominiale? Adesso avete uno strumento per difendervi

Stalking condominiale
(Websource/Archivio)

Chi abita in un condominio ha ben presente cosa significhi essere vittima di “Stalking condominiale”. Non è ben chiara quale sia la ragione che spinga alcuni vicini ad interessarsi più della nostra vita che della loro, ma fatto sta che almeno uno degli inquilini del vostro palazzo, nel corso di anni di convivenza forzata, per un motivo o per un altro, sviluppa una forma di intolleranza aggressiva nei vostri confronti o in quelli dei vostri vicini. Proprio in quel momento nasce nel soggetto (o soggetti) in questione il desiderio di sabotare le vostre giornate e la vostra serenità: le ritorsioni vanno da un volume troppo alto, alla classica riga sulla fiancata dell’auto, dalla occupazione abusiva di un posto auto alla denuncia immotivata alle forze dell’ordine.

Se anche voi avete vissuto simili paradossali situazioni nel vostro condominio, da oggi potete stare sereni perché esiste uno sportello addetto a denunce di questo genere. Ad avere l’idea di uno sportello contro lo stalking condominiale è stata un’insegnante di latino e greco in pensione che per decenni ha subito in silenzio la cattiveria dei propri vicini, la professoressa Rita Fossatelli. La donna, in veste di fondatrice del Caiasc (Comitato associativo italiano anti-stalking condominiale), ogni giorno colleziona lamentele e denunce da parte di condomini esasperati dalla “guerra” che sono costretti a vivere all’interno dei loro palazzi.

A dimostrazione della necessità di un simile comitato ci sono le parole di un pensionato raccolte dal ‘Corriere della Sera’: “Le liti con quelli di sopra hanno avvelenato i miei ultimi 35-40 anni: per vendicarsi di aver perso una causa legata a una perdita d’ acqua, infatti, i vicini tutte le notti lasciano sgocciolare i rubinetti, fanno scrosciare il cesso, spostano i mobili”. Particolarmente indicativa anche la testimonianza di un altro perseguitato che, sempre al Corriere, racconta nei dettagli i soprusi subiti nel corso degli anni: “Questo delirio – racconta il perseguitato – iniziò alcuni anni fa dopo che vinsi una causa per entrare in possesso di un appartamento di edilizia popolare. Da allora sono diventato bersaglio di un esercito di stalkers, che non si ferma davanti a nulla. Mi hanno fatto di tutto: dai graffi alla macchina al distacco del contatore elettrico, con relativi cibi del freezer da buttare, dal furto di corrispondenza al taglio dei rami di un albero nel parcheggio esterno, per togliermi l’ ombra per dispetto, dalla chiamata al 113 senza motivo, per interrompere la festa dei 18 anni di mio figlio, allo straccio messo nella marmitta. Fino allo sfregio più allucinante: il lancio volontario di oggetti nel mio giardino, compreso un vibratore…”.

Davanti a simili angherie è difficile mantenere la calma, come spiega al Caiasc lo sfortunato abitante di un seminterrato: “Abito in un seminterrato – ha raccontato – e appena apro la finestra mi buttano schifezze dentro casa. Prima o poi ammazzo qualcuno”. Ma se questo basta a mandare su tutte le furie il povero condomino, c’è chi come una ex dirigente dell’ospedale San Giovanni Addolorata ha sopportato ben peggio: “In seguito ad accese discussioni, qualche disgraziato, nottetempo, mi ha messo un topo morto e una manciata di vermi sullo zerbino, si rende conto, professoressa?”. A rendere la vita impossibile ad un residente della Tuscolana, invece, sono i vicini del piano di sopra, i quali non lo fanno dormire la notte: “Vi prego, aiutatemi. Sopra di me abitano cinque fratelli, con moglie e figli, stretti in 60 metri quadri. Combinano di tutto: lanciano sigarette, unghie, capelli, fazzoletti sporchi, assorbenti sui miei davanzali; non pagano le rate bimestrali; usano le stanze di notte, come palestre, per saltare a corda e sollevare pesi poi sbattuti a terra; tengono la radio a tutte volume; talvolta urinano attraverso le persiane…”. Insomma, tutti coloro che almeno una volta nella vita ha pensato: “Maledetto il giorno in cui ho deciso di abitare in questo palazzo”, adesso hanno uno strumento di rivalsa.

F.S.