Le attrici italiane a ‘Le Iene’: “Tanti i casi Weinstein anche qui da noi” – VIDEO

Weinstein
(Websource/archivio)

Il caso Weinstein sta facendo molto discutere nel mondo ed anche qui da noi in Italia, per le rivelazioni rilasciate da Asia Argento, che ha parlato di molestie subite in passato dal potente produttore cinematografico statunitense. La figlia del regista Dario è stata criticata però per aver fatto uscire allo scoperto tutto dopo parecchio tempo. C’è anche chi, come Selvaggia Lucarelli, la accusa di star sfruttando tutto ciò soltanto allo scopo di far parlare di se. Ma non mancano comunque anche gli attestati di sostegno e di solidarietà verso Asia Argento. Weinstein invece incassa un’altra accusa da parte di una modella-attrice italiana rimasta anonima.

Molestie nel cinema italiano

A quanto pare però questa situazione scabrosa ‘alla Weinstein’ rappresenterebbe una disgustosa consuetudine anche nelle quinte del mondo del cinema italiano. Un servizio della trasmissione di Italia 1 ‘Le Iene’ andato in onda ieri sera ha parlato proprio di questo, riportando oltre a dei casi avvenuti con il famigerato Weinstein, anche con registi e produttori italiani. A parlare alle telecamere de ‘Le Iene’ sono state alcune attrici come Giovanna Rei, Giorgia Ferrero, Serena Bruni e non solo, note per aver preso parte a spettacoli sia per la televisione che per il cinema. Una ragazza aspirante regista invece descrive meticolosamente quella che è stata una vera e propria violenza subita da parte di un suo omologo definito “ben più famoso, romano, sulla quarantina. Ci siamo incontrati a casa sua, per la prima ora e mezza è stato molto professionale, aveva un fare anche molto paterno e sembrava assai interessato ai miei progetti. Poi mi ha chiesto di interpretare la scena di un bacio”.

‘Weinstein italiani’, è una prassi diffusa

“All’epoca avevo 20 anni e non sapevo quanto potesse essere professionale, alla fine ero inesperta e gliel’ho lasciato fare. Poi ha voluto simulare una successiva situazione in cui si era tolto i vestiti. Credevo che tutto ciò fosse dettato dalla voglia di raggiungere il maggior realismo possibile. Ha provato a togliermi la maglietta e poi i pantaloni diverse volte. Ma lì ho resistito e mi sono difesa da lui, aveva gli occhi da matto ed io non sapevo come uscirmi. Poi voleva che gli toccassi i genitali, fino a quando non ha fatto tutto da solo”. La donna, nota come Chiara, dice di aver provato profonda paura, e poi ha ammesso che in molti le hanno consigliato anche con una certa insistenza di non rivelare nulla. “Invece l’ho denunciato – conclude – e desidero che questo schifo nel cinema italiano finisca per sempre”.

S.L.

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