Sconfigge il retinoblastoma, 30 anni dopo viene diagnosticato ai figli

Retinoblastoma
(Websource/Archivio)

Luke Rollinson (36 anni), genitore di due bambini nativo di Sidney, è stato colto dallo sconforto quando i medici hanno diagnosticato ad entrambi i figli un retinoblastoma, un cancro particolarmente aggressivo che può causare la perdita di entrambi gli occhi. Lo sconforto di questo genitore non era semplicemente dovuto alla scoperta della malattia, ma anche al fatto che si sentiva in qualche modo colpevole: Luke aveva avuto la stessa malattia quando era solo un bambino ed i medici gli hanno spiegato che questa forma di cancro ha un fattore elevato di ereditarietà.

Quando ha scoperto la malattia dei figli, l’uomo si è sentito a pezzi poiché consapevole del duro percorso che i bambini dovranno affrontare: “So perfettamente quello che provano e da padre ho il cuore in pezzi”. Luke, infatti, nonostante abbia sconfitto il retinoblastoma e sia riuscito a condurre una vita piena e soddisfacente, ha perso un occhio e non vuole che uno dei suoi bambini provi questo disagio: “Non sapevo che avrei potuto trasmettere la malattia ai miei figli, sapevo che poteva esserci una possibilità ma credevo fosse remota”.

Per questo motivo, quando il medico gli ha detto che il figlio più grande aveva questa particolare forma di cancro, Luke ha subito un contraccolpo. A quel tempo la moglie era incinta della figlia ed i medici hanno spiegato loro che anche la bambina aveva alte probabilità di sviluppare il retinoblastoma. Così, dodici giorni dopo il parto, i due coniugi hanno sottoposto la neonata ad un controllo che ha confermato i loro timori.

Per fortuna il tumore è stato scoperto in tempo e nessuno dei due bambini ha perso l’occhio. Sebbene ritenuti fuori pericolo, però, questi sono tenuti sotto controllo per scongiurare il pericolo di un ritorno della malattia. Adesso Luke è deciso a condividere la sua storia affinché gli altri genitori siano consci della pericolosità del fattore ereditario per i soggetti che hanno avuto un retinoblastoma. Grazie al web sono sempre più numerosi i genitori che si preoccupano di divulgare le proprie esperienze negative al fine di informare gli altri genitori sui fattori di rischio legati alla nascita: in questi giorni, ad esempio, una madre di Leeds ha condiviso le foto della figlia nata morta a causa di una patologia rara.

F.S.