“Asia Argento? Non la toccherei mai”

Asia Argento
Asia Argento (ritaglio video)

Prosegue la polemica contro il quotidiano ‘Libero’ per quanto riportato sulle proprie pagine in merito alla vicenda relativa agli abusi sessuali perpetrati dal noto produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein ai danni di numerose attrici, tra le quali Asia Argento. Una settimana fa, era apparso sulle pagine del noto giornale con il titolo “Prima la danno via poi frignano e fingono di pentirsi”. Nel pezzo il giornalista Renato Farina si chiede se le attrici che hanno subito le molestie sessuali del produttore statunitense siano davvero così “difendibili”. Asia Argento aveva annunciato la querela: “Rendo noto di aver querelato Libero per aver offeso la mia dignità di donna e leso la mia reputazione con il loro pessimo articolo. Le vittime di ricatto e violenza sessuale (tra cui io) sono qualificate come prostitute. L’offesa e l’umiliazione alla mia reputazione professionale e alla mia dignità di donna sono troppo gravi per essere tollerate”.

Ma in queste ore, il direttore del quotidiano ‘Libero’, Vittorio Feltri, intervistato da un’emittente radiofonica, ha rincarato la dose: “Certi uomini sono dei porci, ma basta dire di no. Per me darla via per la carriera è prostituzione e farsi fare un cunnilingus non è certamente violenza sessuale, mica le ha legate. Le donne denuncino e subito, non dopo venti anni. Non credo in Dio figuriamoci se credo in Asia Argento, una che per arte limona coi cani può fare di tutto per la carriera e io a una così non praticherei sesso orale”. Quindi sulla tesi secondo la quale diverse attrice non abbiano denunciato per paura di ritorsioni, Vittorio Feltri sottolinea: “Weinstein non era mica l’unico produttore di Hollywood e la sua non è stata violenza sessuale. Non ti fa fare carriera per ripicca? Tu vai da un altro produttore, è molto semplice. Le possibilità di denunciare ci sono, le donne lo facciano. Se non lo fanno per paura di non essere credute o ascoltate e perché sono deboli, si arrangino”.

Nei giorni scorsi, il regista Quentin Tarantino aveva fatto mea culpa sul caso Weinstein, sottolineando: “Sapevo abbastanza per fare di più di quanto non abbia fatto”. Il regista di ‘Pulp Fiction’ ha precisato come le cose di cui era a conoscenza “erano più di un normale gossip. Non erano di seconda mano”. Tra le star molestate dal produttore c’è infatti anche Mira Sorvino, sua ex fidanzata e premio Oscar. Quentin Tarantino ha rivelato: “Ero scioccato e sconvolto. Non potevo crederci ma pensavo che all’epoca Weinstein fosse particolarmente preso, infatuato da Mira”. E la stessa Asia Argento ha scatenato nuove polemiche per un tweet in cui afferma: “Sapevate che fino al 1981 in Italia uccidere vostra moglie se aveva tradito era legale? Si chiamava delitto d’onore”. Il riferimento è all’attenuante del delitto d’onore nel codice penale, abrogata nel 1981.

Si trattava in ogni caso di un’attenuante, valida sia per gli uomini che per le donne, come chiarito da Gabriele Moroni, membro dell’associazione Arci: “Hai tutta la mia solidarietà per quanto accade. La notizia però è sbagliata, non era legale uccidere la moglie, era prevista un’attenuante”. Molti sono i commenti durissimi nei confronti dell’attrice: “Mi fa infuriare. Tutto per avere l’attenzione. Io non sono cresciuta in quest’Italia barbarica che dipinge”. Sofia Ventura, docente di Scienza Politica molto attiva su Twitter, osserva: “Su fake news e loro dinamica: Asia Argento scrive che fino a 1981 uccidere moglie infedele era legale in Italia e riceve 1470 RT e 2730 Like”

GM