(Websource / archivio)

Capezzoli introflessi? No, grazie. Il numero di donne che presenta questa “anomalia” al seno e decide di correggerla mediante un intervento chirurgico è in costante aumento, e nel giro di un mese è addirittura raddoppiato (il dato, riferito alla Gran Bretagna è dello scorso giugno). Tutta colpa, secondo i medici della Private Clinic of Harley Street, del mito della “perfezione” alimentato dalle celebrities in topless al cinema, in tv e soprattutto sui social. Ma c’entra anche il fatto che oggi le donne sono più disinibite e non si fanno alcuno scrupolo a parlare del loro seno. “Molte delle nostre pazienti sono piuttosto in là con gli anni – spiega lo specialista Adrian Richards al Daily Mail – e hanno scoperto da poco che il problema dei capezzoli introflessi può essere finalmente risolto, a tutto vantaggio del loro benessere psicologico e della loro autostima”.

L’operazione correttiva, d’altro canto, è piuttosto semplice: dura appena un quarto d’ora, e consiste in una semplice incisione alla base del capezzolo, con anestesia locale e senza necessità di ricovero. Altrettanto agevoli, per restare in tema, sono gli interventi che consentono di sanare problemi di asimmetria. Trattandosi di fenomeni abbastanza diffusi tra la popolazione femminile (le stime dicono che 1 donna su 10 ha i capezzoli introflessi), non stupisce che questa particolare branca della chirurgia estetica stia conoscendo un vero e proprio boom. “A onor del vero –  precisa il dottor Richards – questa condizione si riscontra anche negli uomini, ma va da sé che il grosso delle richieste di intervento provenga dalla donne”.

Ricordiamo che il capezzolo introflesso può presentarsi in un unico seno (unilaterale) o in entrambi (bilaterale), in generale colpisce le donne ma, come detto, può manifestarsi anche nel sesso maschile (e sia dalla nascita che in qualsiasi momento dello sviluppo). Tale condizione dipende da un’anomalia dei dotti galattofori, i condotti che portano durante l’allattamento il latte al capezzolo, che si presentano in questo caso più corti di quanto dovrebbero essere per consentire la naturale fuoriuscita del capezzolo dall’aureola. Il capezzolo viene quindi trattenuto all’interno della mammella. Esistono almeno tre gradi di introflessione del capezzolo in base ai quali il medico stabilisce il trattamento più idoneo. Soprattutto se non si è nati con il capezzolo introflesso, è importante effettuare una visita specialistica perché potrebbe trattarsi di un problema non solo di tipo estetico, ma sintomatico di una più grave patologia.

EDS