Due casi di scabbia nelle scuole di Imola, ecco quali sono i rischi

Scabbia
(Websource/Archivio)

Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord in Emilia Romagna, lo scorso 24 ottobre ha segnalato due casi di scabbia, presentatisi a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro nelle scuole di Imola (Bologna). Il politico si è attivato subito dopo aver ricevuto la segnalazione e, allo scopo di capire se ci si trovasse di fronte ad un emergenza, ha richiesto un’interrogazione parlamentare.

Lo stesso Marchetti, spiega che i due istituti hanno preso i provvedimenti del caso ma che hanno chiesto al consiglio dei genitori che non venissero divulgati troppi particolari per non generare panico immotivato. Una tale richiesta è stata ritenuta impropria e controproducente sia dai genitori che dal consigliere i quali, per tal motivo, hanno chiesto maggiori delucidazioni sulla vicenda. Parlando dei due casi (uno verificatosi alla scuola primaria Rubri di Zolino e l’altro all’istituto comprensivo C7), infatti, il consigliere della Lega dice: “A preoccupare i genitori sono le scarse informazioni ricevute e il fatto che la dirigente scolastica avrebbe chiesto ai rappresentanti dei genitori di non divulgare troppe informazioni per non creare troppo panico. Agli alunni inoltre non sarebbero state richieste visite mediche specifiche per appurare eventuali altri soggetti infettati e dal quel che ci è stato riferito, sembrerebbe che non siano stati avviati percorsi di disinfestazione”.

In considerazione di ciò, Marchetti invita l’Ausl a fornire delle delucidazioni sui rischi di contagio e su una eventuale pandemia: “Ora l’Ausl risponda alla mia interrogazione e ci dica quanti casi di scabbia si sono verificati negli Istituti scolastici imolesi e in che modo bisognerebbe intervenire per affrontare queste situazioni”. La risposta dell’ente non è tardata ad arrivare (divulgata circa quattro ore dopo la diffusione della notizia dei due casi di scabbia), si tratta di un comunicato teso a tranquillizzare la cittadinanza ed i genitori sul fatto che la scabbia non ha le caratteristiche per diventare epidemica: “La scabbia è causata da un parassita e si trasmette mediante stretto contatto personale con una persona infetta (es. dormire nello stesso letto). E’ fastidiosa per l’intenso prurito ma non provoca particolari conseguenze cliniche. La trasmissione del contagio nei contatti scolastici è raro a verificarsi. La trasmissione indiretta attraverso abiti o altri effetti personali è possibile ma molto difficile. I parassiti, infatti, non sopravvivono più di 3-4 giorni nell’ambiente al di fuori della pelle”.

Nel comunicato si leggono i sintomi causati da un eventuale contagio (prurito intenso ed eruzioni cutanee all’interno delle dita, nei genitali e sotto le ascelle) e viene specificato che tutti i soggetti, di qualsiasi razza essi siano, possono essere contagiati anche in ottimali condizioni igieniche. Infine vengono spiegate le procedure applicate nel caso si verificassero dei casi all’interno della giurisdizione dell’Ausl: i bambini affetti da scabbia vengono allontanati da scuola e tenuti a casa per essere sottoposti alla terapia. Una volta concluso il trattamento e verificata la guarigione, il servizio di igiene e sanità pubblica effettua una visita di controllo per riammettere il bambino a scuola. Non è la prima volta che un caso di scabbia a scuola genera il panico tra i cittadini, nell’aprile del 2016 in seguito ad una segnalazione di questo tipo si generò una psicosi tra gli studenti dell’istituto Sraffa di Brescia.

F.S.