Giorgio Napolitano (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

All’interno del Partito Democratico, la nuova legge elettorale ha creato molti dissapori, portando alle dimissioni di Pietro Grasso dal gruppo parlamentare. Il presidente del Senato ha in sostanza fatto sapere di non condividere nulla della nuova linea dem, ma non è l’unico. Lo hanno dimostrato le dure critiche in aula a Palazzo Madama del presidente emerito della Repubblica e senatore a vita, Giorgio Napolitano. A molti non sono sfuggite le difficoltà avute dall’ex Capo dello Stato, che comunque non è voluto mancare alla votazione sulla legge elettorale, nel portare a termine il suo discorso.

In base a quanto si apprende, infatti, appena finito di parlare, Giorgio Napolitano, 92 anni compiuti, ha avuto un crollo di pressione. Quanto avvenuto ha messo immediatamente in apprensione staff e medici di Palazzo Madama. Anche il presidente Pietro Grasso ha permesso a Napolitano di leggere da seduto il suo discorso, facendo uno strappo alla regola. Pur votando la fiducia, Giorgio Napolitano è stato molto duro nei confronti dell’impianto del Rosatellum. Ha detto nel suo intervento, scritto – come evidenziato da molte foto – a caratteri cubitali, parlando del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “Adesso vedremo le sue prossime decisioni”.

Napolitano, con le sue parole, ha in qualche modo giustificato il premier: “Singolare e sommamente improprio ho giudicato il fare pesare sul presidente del Consiglio la responsabilità di una fiducia che garantisse l’intangibilitrà della proposta in quanto condivisa da un gran numero di partiti”. La sua critica alla legge elettorale è però durissima: “Siamo sicuri che quella ora in votazione abbia un fondamento sufficientemente solido da proiettarsi in un orizzonte di ragionevole durata”.

GM