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Il maceratese è scosso da un doppio tentato femminicidio: due uomini hanno massacrato le rispettive moglie ed ex moglie in maniera brutale. Particolarmente efferata l’aggressione avvenuta fuori dalla discoteca Liolà di Montecassiano, in contrada Piane di Potenza, dove Besnik Habiraj, 55 anni, ha atteso l’ex compagna, che qui frequentava un corso di ballo. Appena l’ha vista arrivare, prima ha provato a investirla con l’auto, poi le è saltato addosso, massacrandola con un martello e una chiave a triangolo. Qualcuno ha dato l’allarme al 113, così le forze dell’ordine, prontamente intervenute, hanno arrestato il 55enne, con l’accusa di tentato omicidio. La donna, che di anni ne ha 41, ha profonde lesioni alla testa e al volto.

Visto l’aggravarsi col passare del tempo delle sue condizioni, è stata trasferita d’urgenza nell’Ospedale di Torrette, ad Ancona. I medici non hanno sciolto la prognosi. Besnik Habiraj è un muratore regolarmente residente in Italia. Dallo scorso primo settembre l’uomo era destinatario di un provvedimento che gli vieta di avvicinarsi alla ex. Divieto che ieri sera ha deciso di infrangere in quel modo violento. La donna, quando si è accorta della sua presenza, ha chiesto a un’amica di accompagnarla fuori dalla sala da ballo, ma il 55enne, senza pensarci troppo, ha fatto retromarcia e ha investito la moglie. L’amica si è salvata, allertando passanti e addetti alla sicurezza del locale. Intanto, Besnik Habiraj proseguiva nella sua aggressione, prima di essere fermato. Ora si trova ristretto nel carcere di Ascoli Piceno. La sua ex, invece, lotta tra la vita e la morte.

Proprio nelle stesse ore, purtroppo, a Poggio San Vicino, piccolo borgo sui Sibillini, un uomo ha cercato di strozzare la moglie con un laccio di plastica, al culmine di una lite. La donna era stata anche malmenata. In ogni caso, è riuscita a liberarsi e ha trovato rifugio nella caserma dei carabinieri. L’aggressore, un 57enne, ha poi tentato di uccidersi, ma non ce l’ha fatta. La donna non è grave ed è stata ricoverata all’ospedale di Jesi, l’uomo è rinchiuso in carcere. All’origine del litigio, ci sarebbe la gelosia.

GM