Florence

(Websource/Facebook)

Florence Given è una ragazza di soli 18 anni nata a Londra che nel corso della sua adolescenza ha subito molestie sessuali da parte di uomini convinti che le donne non siano altro che oggetti da usare a proprio piacimento. Le sue esperienze non sono dissimili da quelle di molte sue coetanee e di donne più mature. Conscia di questa realtà, ha deciso di trasformare le sue disavventure in arte con degli schizzi che raffigurano la visione maschilista del mondo, la stessa che permette di giustificare atti disdicevoli e che viene usata dalla massa per trasformare le vittime in carnefici (un po’ quello che è successo con il caso Weinstein in Italia).

Le sue brutte esperienze con gli uomini cominciano quando aveva appena 14 anni: ad una festa ha conosciuto un ragazzo più grande, le piaceva e le ha fatto simpatia, così ha deciso di baciarlo e questo, spinto dalla foga, ha cominciato a palparle il seno. Florence, allora, gli ha spostato la mano dicendogli che non era il caso di andare oltre e questo, invece di rispettare la sua scelta, ha inveito contro di lei dicendole: “Mi disse che ero una p… frigida e che meritavo di essere stuprata”. Un paio di anni dopo è stata presa di mira dai buttafuori di una discoteca che, a pochi passi da lei, hanno cominciato a farle battute pesanti ed oscene sul seno. Il giorno dopo ha raccontato quanto successo alla famiglia, ma il padre ed il fratello l’hanno attaccata: “Ma tu indossavi ancora QUEL vestito aderente? Te la sei cercata”.

Proprio quest’ultimo accadimento l’ha convinta a fare qualcosa per sensibilizzare il mondo su come molti uomini (ed anche alcune donne) siano tuttora ancorati ad una percezione della realtà profondamente maschilista che giustifica l’aggressività dell’uomo attraverso parametri di giudizio fermi al medioevo del XX secolo. La sua risposta artistica all’arretratezza culturale sono delle vignette in cui racconta questi ed altri episodi attraverso il suo punto di vista. L’iniziativa ha avuto un discreto successo ed anche la sua famiglia adesso la incoraggia a continuare, peccato che su internet si debba scontrare con i soliti stereotipi: ” Non è facile, sul web ricevo sempre messaggi di uomini che dicono che sono ‘p… come tutte le femministe’ e che ‘merito di essere stuprata’ perché ‘le donne appartengono agli uomini e gli uomini possono fare il c…o che vogliono'”.

F.S.