Strangola e uccide la madre, Mattarella gli concede la grazia

Sergio Mattarella (Sean Gallup/Getty Images)

Quando Fabrizio Spreafico aveva 23 anni, nel 1997, strangolò e uccise la madre durante l’ennesimo litigio avvenuto nella loro abitazione di Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano. Ora l’uomo, condannato a 18 anni e 4 mesi di reclusione, ha 43 anni e ha appena ricevuto la grazia per motivi umanitari dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Va detto che Spreafico è gravemente malato dal 2005 e proprio per questo motivo già da anni è uscito dal carcere con rinvio dell’esecuzione della pena proprio per potersi curare. Ora col provvedimento di clemenza arrivato venerdì scorso tutto viene cancellato e l’uomo non dovrà più scontare un giorno di carcere. Il condannato era assistito dagli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, aveva già chiesto in passato la grazia dopo aver ottenuto col tempo anche il perdono dai parenti.

La terza e ultima istanza fata un paio di mesi fa è stata accolta. Venerdì scorso è arrivata la comunicazione ufficiale controfirmata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando con la quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella concede il beneficio di estinzione della pena residua. Spreafico, orfano anche di padre, è stato accolto nella sede centrale di Roma della Congregazione dei Padri Rogazionisti dove gli è stato anche offerto un posto di lavoro. A quanto si apprende quando il 43enne ha saputo della notizia ha manifestato grande gioia e sollievo, ma ha anche sottolineato che “i sensi di colpa per aver ucciso mia madre restano”.

La donna, vedova da due anni, venne strangolata da suo figlio con un filo dell’elettricità. Spreafico, confessò quasi subito e addusse un movente di natura economica. Sua madre aveva appena ottenuto un mutuo di 80 milioni di lire dopo aver messo un’ipoteca sul loro appartamento. Quei soldi erano destinati al figlio che voleva aprire un’attività commerciale come idraulico. Ma, col passare del tempo, in attesa che ottenesse la licenza per praticare, i soldi cominciavano ad essere usati anche per altre esigenze e continuavano a diminuire. Da qui i frequenti e violenti litigi tra mamma e figlio che portarono poi al folle omicidio.

F.B.